Yonghong Li è il braccio armato di Pechino?

Il Milan è stato venduto. Così il sottopancia Sky giovedì alle ore 14,05 circa. Ufficialmente, chi ha comprato è la Rossoneri Sport Investment Lux, società creata ad hoc da Yonghong Li, nuovo Presidente del Milan.

Tutto apparentemente chiaro secondo le ricostruzioni fatte da tutti gli interessati alla negoziazione.

Ma perchè dico “apparentemente”.

La vicenda, secondo una fedele ricostruzione  della Gazzetta dello Sport, inizia nel febbraio del 2015 allorquando Fininvest in una nota ufficiale parla per la prima volta di possibile “partnership” con un socio esterno.

Entra così in scena a marzo del 2015, Bee Taechaubol, per tutti Mister Bee.

Nel maggio dello stesso anno, 2015, appare però “di sottecchi”, a Villa San Martino ad Arcore, residenza del Presidente Silvio Berlusconi, Miss Wang, “storpiatura” di Miss Huang.

E’ la “Dama Cinese” (intermediaria del Governo) che, secondo alcuni, tratta con Berlusconi per comprare il Milan.

Un secondo acquirente quindi dopo Mr. Bee.

Da il Sole 24 Ore, a firma di Carlo Festa, il 06 maggio 2015 (attenzione a questa data):  “….la signora in questione è l’intermediaria misteriosa che starebbe trattando con Silvio Berlusconi l’acquisto del Milan, Miss  Wang (correttamente Huang) e sarebbe entrata in scena negli ultimi giorni, dopo aver contattato i collaboratori più stretti dell’ex-premier. I primi incontri ci sarebbero stati tra sabato e domenica (dell’epoca), proprio quando il thailandese Bee Taechaubol era in procinto di firmare un accordo per l’acquisto di una quota del Milan. Ma chi è miss Wang? Si sarebbe presentata come intermediaria del Governo di Pechino e avrebbe espresso l’interesse di alcune aziende statali cinesi a rilevare una quota azionaria del club rossonero. Miss Wang avrebbe concentrato l’attenzione sulla popolarità del calcio nel suo Paese e sulla volontà di organizzare i prossimi Mondiali….”

Così appunto a Maggio del 2015, secondo questa ricostruzione, per il tramite di Miss Wang o Huang, entrerebbe in scena il Governo Cinese.

Da allora, e fino a Marzo del 2016, ufficialmente e/o pubblicamente, il Governo Cinese scompare dalle cronache relative alla compravendita del Milan.

Fatto sta però che a Settembre 2015, le trattative per la chiusura dell’affare con Mr. Bee, prima slittano, poi saltano definitivamente.

A marzo del 2016, “Fininvest conferma l’interesse di “altri e autorevoli investitori” al giocattolo Rossonero e, ad agosto 2016, arriva la firma sul preliminare di vendita con i cinesi.

Dapprima, l’operazione fu condotta da  Sal Galatioto, advisor influente nello sport americano, e Nicholas Gancikoff, suo uomo di riferimento in Italia. Gancikoff concorda con Galliani il mercato del Milan e ha un peso nella scelta di Montella come allenatore, nella cordata anche Yonghong Li.

Successivamente, Yonghong Li, inizialmente nell’operazione con Sal Galatioto, esclude dalla trattativa Galatioto, Gancikoff, il fondo Gsr e Sonny Wu, questi ultimi due in quota Galatioto e Fininvest sceglie Yonghong Li per concludere la negoziazione che, con la sua Sino Europe Sports , versa una caparra di 100 milioni ed individua in Marco Fassone l’a.d. del nuovo corso.

Voci mai confermate sostengono che dietro Yonghong Li agiscano diverse Società a partecipazione statale che impegnerebbero il Governo Cinese nell’acquisto del Milan in prima linea.

Tra queste, certamente Haixia Capital e Huarong ancora oggi con l’attuale Presidente, ma anche China Industrial Bank Asset Managementdi China, China Merchant Bank e altre aziende private e/o a partecipazione Statale confluite in SES, da cui successivamente nasce Rossoneri Sport Investment Lux.

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Ad ottobre del 2016 iniziano i problemi, Milano si renderà protagonista di un incidente politico-diplomatico col Governo Cinese che nel tempo a venire sarà da più parti rinfacciato al sindaco Sala come il ‘guaio’ che rischia di far saltare l’acquisizione del club rossonero da parte dei cinesi.

Il 20 ottobre, infatti, il Sindaco di Milano accoglie in Città Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama, tra le proteste delle comunità cinese; al leader buddhista viene conferita la cittadinanza onoraria.

L’Ufficio Stampa dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese dirama il seguente infuocato comunicato stampa: Il quattordicesimo Dalai Lama non è una figura puramente religiosa, ma è un politico in esilio che da anni si presenta in veste religiosa nello svolgimento delle attività separatiste contro la Cina – si legge nella nota -. Il fatto che il Consiglio Comunale di Milano, le altre Istituzioni e persone siano presenti con connivenza alla visita del Dalai Lama a Milano e conferiscano a lui la Cittadinanza Onoraria, ha ferito gravemente i sentimenti del popolo cinese. Tutto ciò ha un impatto negativo sui rapporti bilaterali e sulle cooperazioni tra le regioni dei due Paesi. La Cina, con i suoi Rappresentanti Istituzionali, esprime forte rimostranza e ferma opposizione”.

Ma il grosso intoppo alle trattative si verifica nel novembre del 2016 allorquando il Governo Cinese “stoppa” tutte le esportazioni di capitali facendo saltare molte negoziazioni con l’estero non solo sportive.

Yonghong Li si ritrova così un ostacolo prima non considerato, per l’acquisizione del Milan, lo stesso Governo Cinese che in un primo momento pareva essere la spinta all’acquisizione; le Società a partecipazione statale dapprima nell’operazione, paiono “sfilarsi” dalla cordata lasciando solo nella negoziazione Yonghong Li.

Il broker cinese ha un patrimonio stimato in 700 milioni di euro, parte proprio, parte della moglie, è con questo che ha convinto il fondo Elliot ad erogare un maxi prestito da 303 milioni che di fatto ha salvato la trattativa.

Come può Yonghong Li con un patrimonio stimato in 700 milioni di euro portare a termine un affare da oltre un miliardo di euro? dove trova i soldi Yonghong Li considerando che la prima rata, anticipata da Haixia Capital, valore 100 milioni, è stata tutta rimborsata da Yonghong Li; la seconda rata, anticipata da Huarong, puntualmente è stata restituita dallo stesso Yonghong Li.

E’ effettivamente così o le due aziende partecipate dallo Stato sono tuttora “in gruppo”? E potrebbe accadere che, a breve termine, le altre aziende a partecipazione statale “apparentemente” sfilate ricompaiano all’orizzonte non appena il Governo Cinese scioglierà un pò le briglie?

Sta di fatto che la “dama” tanto misteriosa di cui parliamo all’inizio di questo pezzo, intermediaria del Governo di Pechino a maggio 2015, sarebbe a dire Miss Wang o più correttamente Miss Huang, altri non è che la stessa donna che, da ieri, compare sempre in primo piano di fianco a Yonghong Li: è in primo piano all’arrivo a Milano, di seguito a Casa Milan ed infine a Milanello ed altri non è che la moglie di Yonghong Li il quale, tra le poche dichiarazioni rilasciate ha affermato: “….. Dopo quasi due anni di trattative, ha vinto la nostra passione”.

Maggio 2015 – Aprile 2017; tutto torna, o no?

Sandro Cerisano

 

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