di STEFANO RAVAGLIA

 

Sono trascorsi ventiquattro anni e sembra ieri. Il 20 marzo del 1994 Milan e Inter scendevano in campo per il derby di ritorno a San Siro. All’andata, i rossoneri prevalsero 2-1 con una rete di Papin e un colpo di testa di Panucci, inutile il rigore di Bergkamp per i nerazzurri. Nel match di ritorno, disputato in notturna (e fu una delle primissime partite serali del campionato) il punteggio fu identico, di nuovo a favore dei rossoneri.

Tutto giustificato: il Milan di Capello, che con quella vittoria ipotecò il terzo scudetto consecutivo, quattordicesimo in total, prevalse alla fine con un guizzo di Massaro al novantesimo, dopo che cinque minuti prima Schillaci aveva pareggiato il vantaggio iniziale siglato da Savicevic, il quale tiro fu sporcato da una deviazione di Bergomi. Accadde tutto nella ripresa, dopo che il Milan aveva dominato gli avversari in lungo e in largo. Con quei due punti (ultima stagione prima del passaggio a tre) i rossoneri spedirono l’inter a -18 e gli avversari diretti per lo scudetto a -9. Al termine di quella stagione arrivò anche il successo europeo, ad Atene, contro il Barcellona dello spocchioso Crujiff.

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