di EMANUELE LANDI

 

Tornare ad assaggiare l’aria della panchina dopo la prima convocazione ha un valore importante, ma ritrovare il campo anche se per pochi scampoli sarebbe uno step fondamentale. Queste le inevitabili fasi per il recupero completo di Andrea Conti, che nello scorso turno col Chievo è tornato finalmente a disposizione della squadra ed ora spera di poter esserci all’Allianz Stadium anche se per pochi segmenti di partita. La prudenza in questi casi è d’obbligo vista la lunga degenza che ha costretto l’ex Atalanta a stare fuori per più di 6 mesi, ma è tanta la voglia di potersi ritagliare un ruolo importante in questo finale di stagione col Milan.

L’ultima partita giocata da Andrea Conti risale al 5 settembre quando rimediò un leggero trauma distorsivo alla caviglia destra, in Nazionale a Reggio Emilia contro Israele. Non sembrava il caso di preoccuparsi, visto che il giocatore avrebbe saltato solo le gare con la Lazio e con gli austriaci dell’Austria Vienna, prima gara del girone di Europa League. Invece la sfortuna si accanita sul terzino, che il giorno dopo la vittoria sull’Austria Vienna (15 settembre 2017), ha rimediato in allenamento la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro che lo ha costretto a 6 mesi di stop. Sembra passata un’era da quel maledetto venerdì, sin quando l’esterno classe ’94 è tornato ad allenarsi col gruppo lo scorso 21 febbraio.

Il paradosso della stagione rossonera è il fatto che Montella sia passato al 3-5-2 (modulo prediletto da Conti come esterno di centrocampo), proprio quando il nativo di Lecco si è infortunato, ed ora che sta per ritrovare il campo, la squadra allenata da Gattuso ha ritrovato la quadra dopo il derby del 27 dicembre tornando al 4-3-3. Conti sarebbe stato l’uomo giusto per il precedente modulo, ma in carriera, come anche ad inizio stagione, avendo sempre ricoperto il ruolo di terzino destro nella linea a quattro, sarebbe un’ulteriore freccia da sfruttare, garantendo corsa, inserimenti e cross dal fondo. Da grande uomo di calcio, mister Gattuso sa che nel secondo tempo contro i clivensi la spinta di Conti sarebbe potuta tornare molto utile, una volta sostituito Borini, ma non pareva il caso di gettare nella mischia un giocatore al rientro dopo così tanto tempo.

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Per fortuna, le alternative si sono fatte trovare pronte: Abate, Calabria e Borini non hanno quasi mai fatto rimpiangere Conti, considerato uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti estiva. Abate ha sempre svolto al meglio i compiti, Borini da giocatore duttile si è adattato prima come esterno e poi come terzino pur nascendo come attaccante esterno. Ma in particolar modo l’exploit di Calabria, che, da quando Gattuso ha preso le redini della squadra, non ha fatto mai sentire l’assenza del numero dodici rossonero. È chiaro però, che le caratteristiche dei due terzini potrebbero rivelarsi complementari, specie se il classe ‘96 in qualche occasione giocasse a sinistra, per far rifiatare Rodriguez. Allo stato attuale dunque, Calabria si é guadagnato il posto e, pur non essendoci più tempo per gli esperimenti, il dilemma si dovrebbe risolvere a suo favore. Non c’è più tempo per gli esperimenti, ma un Conti ritrovato a sprintare sulla fascia pone un meraviglioso dilemma all’indemoniato Gattuso.

 

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