DI SANDRO CERISANO 

Nel nuovo millennio vanno molto di moda le Serie TV, i documentari, i canali tematici. Negli anni ’70, con solo Rai 1 e Rai 2, il popolo della TV aspettava l’appuntamento settimanale in prima serata col “Giallo”.

Negli ultimi anni, il giallo a Milano la fa da padrone, giallo inteso come le vicende delle squadre milanesi inerenti i misteri relativi alle loro proprietà.

C’è però un enorme distinguo di fondo: con riferimento al Milan non passa giorno in cui non ci si trovi davanti al fallimento della Società di Via Aldo Rossi, dai fascicoli aperti in ogni dove a carico di Yonghong Li e quant’altro; dall’altra parte, invece, si gode di una sorta di immunità mediatica-parlamentare.

Certo, Suning è un colosso ed una potenza mondiale mentre il “Li” oramai più noto nel mondo non si capisce se abbia o non abbia fondi e ricchezze, molto probabilmente non le ha; non si capisce se è un “nome” o un “prestanome”; non si capisce se c’è e si tocca o se è astratto, se c’è ma non si tocca; o se non c’è affatto e i milioni e miliardi che transitano da un Continente all’altro siano veri o banconote del Monopoli.

Per intanto, anche l’ultimo aumento di capitale è andato e la prima tranche versata; questo “solo” come l’ultimo degli impegni presi e mantentuti.

Verrebbe da dire e c’è chi lo dice a giusta ragione, ma di cosa stiamo parlando? Da ultimo l’AD del Milan Marco Fassone che, regolarmente, puntualizza la concretezza, la serietà e l’onorabilità della proprietà cinese che egli tanto egregiamente rappresenta.

Altrove è certo, i soldi ci sono! e tanti anche; però…epperò….non si spendono! Cioè, ci sono o non ci sono? Pare che ci siano, ma ecco, in questo caso è certo: sono astratti! cioè, ci sono ma non si vedono nè si toccano!

E infatti, guarda caso proprio nelle ore in cui arrivava la tranche dei 10 milioni di Yonghong Li per l’aumento di capitale del Milan, contestualmente….BOOMM! Capello in Cina e Sabatini in Italia si dimettevano, o venivano dimessi, dai rispettivi incarichi alle dipendenze del colosso-mondiale-economico Suning.

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Che si siano resi conto che, forse, per come appare ormai da mesi almeno qui in Italia, Suning abbia origini genovesi? No, perchè, fatemi capire: Sabatini non doveva essere quello che doveva rilanciare il mercato dell’Inter? lo scopritore dei calciatori in giro per il mondo? il suo curriculum parla chiaro, fior di calciatori portati in Italia, specie dall’Argentina a poco prezzo e rivenduti con cifre iperboliche.

Evidentemente, Suning per l’Inter non aveva e non ha alcuna intenzione di spendere alcunchè; allora mi chiedo: ma non è che l’acquisto dell’Inter possa essere stata solo ed esclusivamente una mossa pubblicitaria per ampliare il suo mercato di televisori e affini in Europa?

Il “Giallo” è sempre più intricato. Va da se che nella giornata di martedì la Gazzetta dello Sport serva e prona “a quelli là” apriva con un gigantesco “grosso guaio a Milan China” ed, in un angolino, un piccolo riferimento ai guai dell’Inter, ieri, giornata in cui le 9 colonne sarebbero dovute andare in direzione della notizia delle dimissioni di due personaggi di spicco calcistico mondiale da un club più o meno allo stesso livello, quanto meno mediatico, cosa accade? la notizia delle dimissioni viene messa di striscio e, al contrario del giorno precedente, la notizia del versamento di Yonghong Li in un angolo con pochissimo risalto rispetto alle pessime notizie del giorno prima.

E così funziona anche in TV, sui social e sulla stampa in generale; ci si consola in un solo modo: probabilmente i guai o presunti tali e i successi, certamente tali, della Milano rossonera hanno un seguito ben più rilevante rispetto ai successi, pochi, ed agli insuccessi, molti, dell’altra sponda del Naviglio.

Così è se vi pare.

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