DI STEFANO RAVAGLIA IL NOSTRO INVIATO DA TORINO

Luci all’Allianz Stadium per un incrocio che vale Europa, primato e tante altre cose. Il Milan non vince a Torino dal 2011, e l’autore di quell’ultimo successo è seduto in panchina. Gattuso sceglie André Silva e conferma il blocco fortunato di un 2018 positivo. Il Milan gestisce il pallone sin dall’inizio, ma sotto ritmo. Allegri è il solito, aspettare per poi colpire. Pare che con un minimo di convinzione il Milan questa partita potrebbe farla sua e invece è Dybala a colpire dal nulla, al secondo tiro in porta bianconero: nel primo, si era disteso Donnarumma, riparando all’errore di Bonaventura. Il cannovaccio della partita comunque non cambia nemmeno con la Juventus avanti. Il portoghese col numero 9 sbaglia a pochi metri dalla porta di testa, ma al minuto ventotto il suo capitano è più preciso: sul calcio d’angolo di Calhanoglu, Bonucci svetta alla sua maniera e insacca l’amico Buffon per il pareggio e per il delirio dello spicchio milanista. Spietata la legge del gol dell’ex, con annessa esultanza ben poco contenuta del numero 19. Nella ripresa Chiellini e soci pare abbiano ascoltato i suggerimenti di Allegri nell’osare un poco di più, eppure è ancora il Milan ad andare vicino al gol con una sventola di Calhanoglu stile Arsenal, che segue il consiglio datogli da Savicevic, ma il suo tiro si stampa sulla traversa. L’inerzia della partita si riequilibra, e pur senza creare seri pericoli a Donnarumma, la Juventus prende in mano seppur timidamente il pallino del gioco. Poi, l’inzuccata di Cuadrado imbeccato da Khedira, nel momento più complicato, lasciato colpevolmente solo nel cuore dell’area. Il 3-1 dello stesso Khedira è una punizione forse troppo eccessiva per un Milan generoso che forse, con un pochino di convinzione in più, questa partita l’avrebbe vinta.

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