di STEFANO RAVAGLIA

 

Quattro partite, dieci reti fatte e nessuna subita. L’Inter che si avvia ad affrontare il derby da “ospite” non prende gol e ha ritrovato quella compattezza che soprattutto nel torneo italiano è fondamentale. I nerazzurri di Spalletti hanno battuto Benevento (pur non senza soffrire), Sampdoria e Verona con largo scarto, fermando anche il super Napoli a San Siro e resuscitando dopo il periodo nero in cui l’Inter aveva perso i pezzi e soprattutto i punti di vantaggio sul Milan. Di contro, i rossoneri, pur sconfitti a Torino, sono usciti ampiamente a testa alta. Il brutto anatroccolo di inizio stagione si è trasformato in un cigno o quasi, e il bastone di Gattuso è servito a raddrizzare una pianta che pareva appassita.

Il Milan ha vinto le ultime quattro in casa, non perde in campionato tra le mura amiche dal 23 dicembre contro altri nerazzurri, l’Atalanta e seppur il 4 marzo la bilancia pendesse molto di più dalla parte dei rossoneri, anche un mese dopo Bonucci e compagni hanno le loro carte da giocarsi. Soprattutto se corre un abisso tra il rendimento con le “big” tra girone di andata e girone di ritorno: Lazio, Roma, Juventus, Napoli e Inter compresa, tutte vincenti con i rossoneri tra settembre e dicembre, mentre ben differente è stato il cammino in questo 2018 fortunato.

L’Inter in trasferta ha ottenuto 23 punti, seppur si giocherà pur sempre a San Siro, un punto in meno dei rossoneri. Che nei punti fatti in casa sono ben più distanti dai nerazzurri: 26 contro 35. L’Inter sta costruendo il suo obbiettivo Champions League tra le mura amiche, mentre il dato del Milan tutto sommato si equilibra. Icardi ha già ricominciato a segnare e dopo la tripletta dell’andata è un avversario ben più scomodo di quanto sarebbe stato un mese fa, quando proprio nel derby sarebbe rientrato da un lungo infortunio. Gattuso ha ridato alla squadra una identità, un valore e cresciuto individualmente quasi tutti gli uomini a disposizione; ha infuso nella truppa il coraggio di osare e se Torino doveva essere una prova di maturità, il suo Milan ha superato a pieni voti l’esame.

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Con sette partite ancora da giocare dopo questo derby e 21 punti in palio, per tenere acceso il lumicino del quarto posto il Milan non ha altro risultato che vincere, soprattutto in virtù del fatto che tra dieci giorni sarà il Napoli a varcare i cancelli di San Siro. Se la lunga rincorsa fisica e mentale dopo i pasticci di Montella ha portato plausi dal pubblico ma anche una dimostrazione di forza fuori tempo massimo, sarà il campo a dirlo. Di certo, cinesi o meno, il Milan ha posto una base per l’immediato futuro, comunque finisca questa annata partita a cavallo e tornata quasi a piedi: questa estate, comunque, ci sarà un bel blocco grezzo da modellare e far divenire in futuro una grandiosa opera d’arte.

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