DI SANDRO CERISANO

Già in passato ci siamo occupati della vicenda legata alla morte di Donato Bergamini, per tutti Denis, calciatore del Cosenza, all’epoca in serie B, all’età di soli 27 anni.

Il calciatore, nel novembre del 1989, viene trovato cadavere sulla statale jonica davanti alle ruote di un camion che trasportava un carico di mandarini partito da Rosarno per arrivare chissà dove.

Sulla scena del delitto, apparentemente, vengono trovati due soli testimoni oculari: la ex fidanzata Isabella Internò, già ex da tempo, e l’autista del camion, Raffaele Pisano.

Sulla scorta dei racconti di entrambi, l’evento viene frettolosamente trattato ed archiviato come suicidio; di fatto, dai familiari ai compagni di squadra, dalla tifoseria cosentina o da chi comunque lo conosceva bene, mai si è pensato ad un suicidio.

Dopo oltre 25 anni, anche la Procura di Castrovillari sollecitata dapprima dall’Avv. Gallerani, di seguito dall’Avv. Anselmo di Ferrara, attuale legale della famiglia Bergamini, si è determinata a riaprire il fascicolo relativo alla morte del povero Denis, il tutto grazie alla perseveranza ed alla voglia di verità e giustizia che in tutti questi anni ha accompagnato la sorella Donata ed i suoi legali.

Il lavoro sotto traccia della Procura condotto dal Dott. Facciolla, ha portato nei mesi scorsi alla riesumazione del cadavere di Bergamini per essere sottoposto ad una superperizia e, nella circostanza, si può dire che Denis, sebbene cadavere, ha parlato! ed ha detto tante cose.

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I periti della Procura, alla presenza dei periti di parte dei primi indagati e cioè la Sig.ra Isabella Internò e del camionista Raffaele Pisano sono arrivati alla seguente conclusione: Donato Bergamini non si è buttato sotto le ruote del camion ma vi è stato adagiato già morto dopo che probabilmente più persone lo avevano immobilizzato e soffocato.

Sulla scorta di questa considerazione si è proceduto nelle indagini a carico di Isabella Internò e Raffaele Pisano stavolta però per omicidio volontario.

Le ultime notizie sono di ieri e secondo quanto trapela ci sarebbe adesso un terzo indagato per la morte del giovane calciatore: Luciano Conte, marito della Sig.ra Internò, accusato di favoreggiamento personale.

Il Conte è un poliziotto ed in passato, si è discusso molto del possibile coinvolgimento di servitori dello Stato nell’insabbiamento delle indagini volte a sostenere la tesi del suicidio a seguito di un tuffo sotto il camion e di trascinamento del povero calciatore per diverse decine di metri.

Epperò, l’orologio che Denis portava al polso, ancora oggi, segna il tempo che scorre. Senza mai essersi fermato.

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