DI SANDRO CERISANO

Dal cilindro del “Mago Li”, secondo il Corriere della Sera, sono spuntati i primi 11 milioni dei 37 totali, relativi al nuovo aumento di capitale della società rossonera deliberato dal CdA milanista un paio di settimane fa.

Questa vicenda va, secondo me, presa con simpatia altrimenti ci sarebbe da mangiarsi il fegato tutti i giorni e, si badi bene, non perchè si è perso con la Juve o con l’Arsenal o non si è riusciti a battere i “cugini” interisti, bensì perchè oramai le notizie relative alla Società fanno più rumore, più like, danno più visibilità di uno Scudetto o di una Champions League alle quali, comunque, da qualche anno non abbiamo voce in capitolo.

Tuttavia, questo Milan così rabberciato, ma in via di guarigione grazie all’operato di Fassone e Mirabelli, continua a far notizia per le indiscrezioni provenienti dal di la, ma anche dal di qua, della Muraglia.

E dire che nessuno si occupa, nessuno sa, nessuno indaga, nessuno si domanda cosa succede ad esempio a Roma sponda Pallotta; a Milano sponda Suning dove tutto viene immediatamente taciuto; a Torino nessuno fa le pulci alla Juventus che negli ultimi anni ha fatto andar via Vidal, Pogba, Bonucci, Dani Alves solo per citare gli ultimi; insomma, del Milan si parla di tutto e di più, si rincorrono ipotesi, si vedono fantasmi ovunque; un giorno si e l’altro pure arrivano le Procure o le Cancellerie Fallimentari, Mister Li è un prestanome o un falso nome, insomma, non se ne esce.

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“Eppur si muove” disse Galileo Galilei al tribunale dell’Inquisizione, già, proprio dell’Inquisizione! infatti, guarda caso, Gattuso firma fino al 2021 se ne deduce che i programmi sono quanto meno a medio termine; Mirabelli dice: “la priorità era Rino: ora ci si può tuffare sul mercato”; Fassone sostiene: “con Rino possiamo fare veramente un progetto importante sul lungo periodo”.

Insomma, mentre tutti ci vedono un giorno di Elliott, un giorno di Berlusconi, un giorno dei russi ed un giorno degli arabi, la “baracca” rossonera va avanti.

Gli altri sono tutti belli alti biondi e con gli occhi azzuri come direbbe Mauro Suma, noi siamo come Calimero, piccolo e nero o, magari, rossonero, almeno questo, concedetecelo.

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