di STEFANO RAVAGLIA

 

Che bell’angolo di Italia le Marche. Borghi, mare, storia, cultura e anche sport. Nel paese che ha dato i Natali ad Ambrosini (Pesaro) c’è uno stuolo di appassionati rossoneri che da un trentennio accompagnano il Milan dovunque. E’ il Milan Club Castelfidardo, provincia di Ancona, che abbiamo incontrato per saperne di più sulla loro passione e sulla loro attività. A risponderci, è Fabio Pepa, uno dei principali responsabili.

 

In che anno è stato fondato il club e chi sono stati i fondatori?

“Il club è stato fondato nel 1989 dall’attuale presidente Mazzieri e Fausto Baldoni. Sono gli unici soci storici rimasti ad oggi, gli altri si sono persi nel corso degli anni. Abbiamo un consiglio direttivo fresco di rinnovo per dare sempre più continuità al club”

Su quanti soci potete contare?

“Il Milan Club Castelfidardo può contare su 300 iscritti, per la maggior parte persone provenienti dalla provincia di Ancona, ma abbiamo anche tesserati da fuori regione.”

Come è organizzata la vostra vita di club (tesseramenti, pullman, ecc…)?

“Cominciamo a luglio, con il tesseramento a 20 euro, gratuito per donne e bambini al di sotto dei 14 anni. Ai nostri tesserati diamo anche omaggio un biglietto per una gara interna del Milan, seppur non di cartello. Gestiamo ovviamente anche la campagna abbonamenti dando ai soci la possibilità di fare l’abbonamento alle partite casalinghe. Con la tessera si possono vedere anche le partite nella nostra sede, dentro la quale trovano posto i maxischermi e un bar per la consumazione. Non riusciamo sempre a organizzare il pullman come club, ma appoggiandoci a tutti i club delle Marche abbiamo la possibilità di essere sempre a San Siro. Siamo attivi anche nel campo della beneficenza: grazie alle lotterie che facciamo durante le festività pasquali e natalizie, abbiamo un buon ricavato da passare a un ente benefico, diverso ogni anno. Per esempio abbiamo aiutato la Caritas di Castelfidardo, l’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, la Croce Verde di Castelfidardo, aiutandoli ad acquistare un defibrillatore. Abbiamo aiutato anche i terremotati nelle Marche del 2016 e i carcerati di Ancona”.

Come vi barcamenate tra divieti, tessere, biglietti nominali, e quant’altro, che hanno più ostacolato che agevolato il tifo in questi anni?

“La tessera del tifoso ha certamente rappresentato uno svantaggio e non un vantaggio. Ma abbiamo compiti molto precisi e diversificati all’interno del club che ci riesce facile organizzarci. Il cambio nome a volte ci mette in difficoltà ma cerchiamo di ruotarci anche come capi-pullman, in modo che ogni membro del consiglio gestisca a turno ogni trasferta”

C’è un ricordo più bello degli altri come club legato alle vicende del Milan (una trasferta, un momento…)?

“Sono tantissimi, in particolare Manchester e Atene, le due finali di Coppa dei Campioni che abbiamo vinto.Ma anche le cene che abbiamo fatto ricevendo come ospite graditissimo il nostro conterraneo Massimo Ambrosini”

Cosa pensate della attuale gestione societaria e come vedete il futuro del vostro club e del Milan?

“Era evidente che qualcosa andasse cambiato della vecchia gestione. La famiglia Berlusconi non era più in grado di far fronte alle spese di gestione di un club così, soprattutto in un mercato dentro cui arabi e petrolieri la fanno da padrone. La società cinese è tutta da scoprire, ma le promesse fatte per ora ci sembrano mantenute. La strada per risalire sul tetto del mondo è lunga, ma siamo fiduciosi”.

Che progetti, desideri o idee vi piacerebbe avere per il futuro?

“Vogliamo continuare a mantenere bassi i costi di iscrizione e offrire a tutti gli associati i servizi sopra descritti. Ci piacerebbe essere più considerati dalla società, perché anche se oggi i biglietti si possono comprare online, un club porta comunque tantissime persone allo stadio. Potrebbero per esempio aprire delle visite guidate di Milanello, magari quando si allena la squadra, dando la possibilità ai tifosi di stare a contatto con i propri beniamini e far sentire loro il calore necessario. Vorremmo in qualche modo, in generale, un rapporto più stretto col club. Anche perchè nel 2019 festeggeremo i trent’anni, e in quest’ottica sarebbe straordinario avere qualche personalità del Milan alla nostra festa”

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