di STEFANO RAVAGLIA, inviato a San Siro

 

E’ la giornata degli sgambetti. Il ko della Roma e lo scivolone dell’Inter consentono al Milan di guardare al posticipo col Sassuolo con fiducia. Gattuso sceglie Abate a destra e lascia fuori Borini, inizialmente indiziato per partire titolare. Serata ventilata ma gradevole a San Siro con 43.140 spettatori, e il Sassuolo di blu vestito subisce subito un’occasione ghiotta: Kessié riceve in area e improvvisa un colpo di petto che Consigli salva in prossimità della linea. Il Milan è subito padrone del palleggio ma una tegola gli piove in testa al quinto minuto: Musacchio deve rilevare Romagnoli, afflitto da un problema muscolare.

La partita vivacchia su ritmi compassati, fin quando al dodicesimo un destro di Calhanoglu da distanza considerevole viene alzato in angolo da Consigli. Tre minuti più tardi il numero uno neroverde blocca un tiro sul primo palo di Suso. Al ventesimo scatta il giallo per Kessié che abbatte Politano. L’ivoriano pare quello più propenso a crearsi occasioni nonostante debba sbrigare altre faccende, e per due volte nel giro di pochi secondi, al minuto trentadue, impegna di nuovo Consigli in prossimità dell’area piccola. Il Milan non cambia passo e il Sassuolo fa ben poco per accelerare, affacciandosi dalle parti di Donnarumma solo in qualche sporadica occasione volta a conquistare tiri dalla bandierina. A dieci minuti dall’intervallo penetrazione di Calhanoglu e assist per Cutrone, che prolunga in porta trovando ancora Consigli pronto. Il Milan attacca spesso dal settore di destra, dove Abate scende però raramente e Suso cincischia nel trovare lo spiraglio giusto.

Nella ripresa l’incontro pare riprendere sulla stessa falsariga del primo tempo; la bestia nera Berardi lascia il posto a Ragusa, Bonucci sotto porta alza un colpo di testa sopra la traversa, e anche Abate lascia il campo per ad André Silva. Gattuso rispolvera la difesa a tre di montelliana memoria e piazza il portoghese vicino a Cutrone. Non che la manovra ne benefici, il Milan difetta ancora a trovare lo spiraglio giusto e la mancanza di lucidità la fa ancora da padrona. Al diciottesimo Kessié perde una palla sanguinosa ma Ragusa non  ne approfitta da ghiotta posizione calciando un rasoterra non difficile per Donnarumma da bloccare.

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Nel frattempo Iachini toglie Rogerio per Dell’Orco e Gattuso ritenta l’esperimento Kalinic: al suo ingresso parte qualche fischio. Il numero 7 rileva Cutrone e si piazza in area ricevendo ben pochi palloni. Il Milan non trova il guizzo nemmeno con la fortuna e la manovra resta poco fluida e priva dello spunto decisivo. Quello che trova il Sassuolo a sedici dalla fine: Mazzitelli prolunga di testa per Politano, che con un fendente rasoterra di destro buca Donnarumma nell’angolino, decidendo la partita. La cosa desolante è che il Milan continua ad essere assente ingiustificato dal campo: il mordente gattusiano pare essere svanito e il concetto di squadra pure. Poi, ecco il coniglio dal cilindro: al minuto ottantacinque è proprio Kalinic, beccato pochi istanti prima per non aver inquadrato la porta di testa, sotto misura, a girare in rete, con l’aiuto della traversa, una conclusione di sinistro dall’area piccola. Il Milan acciuffa per i capelli una partita che si era messa malissimo, e rischia pure di vincerla quando all’ultimo dei cinque di recupero Consigli compie la parata più bella e decisiva della serata deviando con una mano un bel destro di Bonaventura. Milan che avrebbe forse meritato ai punti, ma pare che questa sera sia tornato a essere quello di sei mesi fa: un copione di solisti e non un coro affiatato. Urge correre ai ripari, per non perdere anche l’ingresso in Europa dalla porta secondaria.

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