di STEFANO RAVAGLIA

 

“Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano”, è una celebre frase di una canzone di Venditti. E’ il caso del Milan Club Cuggiono, mezz’oretta da Milano, una grande tradizione che era andata scomparendo e che è stata recuperata quasi per caso, con lo straordinario spontaneismo che il gioco del calcio e il mondo del tifo sanno offrire. Tanto affiatamento e tante iniziative, si può dire dunque che la scommessa sta riuscendo a pieni voti. Andiamo a conoscerli meglio dialogando con il presidente, Antonio Albrizio.

 

In che anno è stato fondato il club e chi sono stati i fondatori?

“Possiamo dire che il Club abbia avuto “tre vite”, è stato fondato negli anni ’60, non ne conosciamo la data precisa ma lo storico striscione che conserviamo gelosamente riporta solo 8 scudetti e la prima Coppa dei Campioni. Quell’esperienza si esaurì verso la metà degli anni ’80 per poi riprendere, per un po’ di tempo, negli anni del grande Milan. Il Milan Club Cuggiono è rinato nel settembre 2016, dopo che una quindicina di Cuggionesi che non hanno mai smesso di seguire la squadra, trovatisi a Roma per la Finale di Coppa Italia si sono detti… “perché no? Riproviamoci!”. Da allora, nel momento più difficile della storia recente del Milan, è ricominciata la nostra storia.”

Su quanti soci potete contare?

“Ad oggi siamo circa 320 soci e siamo affiliati alla AIMC. Il Club sta diventando un punto di riferimento per tutti i tifosi rossoneri di Cuggiono ma anche dei paesi limitrofi. Abbiamo iniziato senza una sede ma siamo stati ospitati per le nostre riunioni dall’Oratorio che ringraziamo, da qualche mese abbiamo una sede solo nostra che apriamo ogni martedì sera.”

Come è organizzata la vostra vita di club (tesseramenti, pullman, ecc…)?

“Come dicevo abbiamo un’apertura settimanale “fissa” a cui si aggiungono aperture straordinarie per diversi eventi e necessità. Siamo sempre presenti a San Siro al secondo anello verde, dove si sono creati importanti rapporti di amicizia con tifosi provenienti da diverse aree geografiche che ormai partecipano alle iniziative e fanno parte a pieno titolo del nostro Milan Club. Ci organizziamo per seguire la squadra in trasferta, a volte in pullman, altre con pulmini o macchine a seconda del numero dei partecipanti, possiamo dire che c’è molta voglia di partecipare, il pullman per la Finale di Roma lo abbiamo riempito in mezza giornata. Non solo calcio però nelle nostre attività, partecipiamo ed organizziamo iniziative di solidarietà, l’anno scorso abbiamo inviato uova di Pasqua ai bambini delle zone colpite dal terremoto, quest’anno abbiamo organizzato una sottoscrizione che ci ha permesso di donare 1000 € ad un’Associazione che si occupa di sport per disabili. Siamo stati presenti con un nostro stand alla Fiera di Primavera del paese, abbiamo organizzato cene e gite sociali aperte a tutti, insomma vogliamo essere una costante presenza nel tessuto sociale della nostra comunità. Partecipiamo al “Progetto Giovani” che attraverso l’AIMC, ci permette di portare allo stadio tanti ragazzi under 14, è sempre un piacere vedere bambini e ragazzi che vengono in pullman con noi creando un clima, per cosi dire… “intergenerazionale”.”

Come vi barcamenate tra divieti, tessere, biglietti nominali, e quant’altro, che hanno più ostacolato che agevolato il tifo in questi anni?

“Speriamo che la semplificazione, troppe volte annunciata, avvenga veramente. E’ già molto complicato acquistare biglietti come singola persona, figuriamoci se vi è da organizzare un gruppo, si resta “appesi” per diverso tempo prima di poter confermare il tutto. Certo, è importante che vi sia una vera lotta al fenomeno del bagarinaggio, ma allo stesso tempo pensiamo si debbano trovare degli strumenti per agevolare le organizzazioni dei Club. E’ anche necessaria una riflessione sul costo dei biglietti, se si vogliono stadi pieni non solo per i big match bisogna pensare ad una politica dei prezzi diversa.”

C’è un ricordo più bello degli altri come club legato alle vicende del Milan (una trasferta, un momento…)?

“Sarebbe facile dire “Barcellona 1989”, quando ci recammo al Camp Nou in pullman insieme a tanti altri Club per quello che fu forse il più grande esodo di una tifoseria in Europa, ma voglio ricordare quel pomeriggio del 21 maggio 2016 quando, davanti ad un “cacio e pepe” ed una bottiglietta di Frascati, abbiamo deciso di rifondare il Milan Club Cuggiono, da allora è ripartita un’esperienza non solo di tifo, ma di amicizia, impegno, condivisione.”

Cosa pensate della attuale gestione societaria e come vedete il futuro del vostro club e del Milan?

“Vorremmo avere più chiarezza, ad ogni piè sospinto qualcuno ci racconta di situazioni poco trasparenti dal punto di vista finanziario, non possiamo certamente esprimere giudizi, non ne abbiamo le competenze. Per il resto è una società nuova, diamole tempo, la conferma di Gattuso è un passo importante, ora speriamo si possa operare sul mercato avendo chiari gli obiettivi per costruire una squadra competitiva.”

Che progetti, desideri o idee vi piacerebbe avere per il futuro?

“Intanto proseguire nel percorso iniziato, la presenza del Milan Club nel territorio deve essere vissuta come un’opportunità, un’occasione di partecipare alle nostre attività, sia allo stadio che fuori. Abbiamo avuto il piacere di ospitare Gianni Rivera per la presentazione del suo libro, vorremmo poter ospitare giocatori ed allenatori che hanno fatto e continuano a fare la storia del nostro Milan.”

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