di STEFANO RAVAGLIA

 

Non sarà Milan-Inter o Milan-Genoa, partite per le quali si potrebbero fare intere formazioni di giocatori passati da una sponda all’altra. Ma anche la storia di Milan-Napoli, in programma domenica pomeriggio a San Siro, vanta “doppi ex” di grosso calibro. Scopriamone insieme qualcuno.

 

JOSE’ ALTAFINI – Proprio lui, l’oriundo brasiliano che su Tele+ decantava il “manuale del calcio”. Passò al Napoli proprio alla fine della sua esperienza in rossonero, nel 1965. Al Milan, dove era approdato nel 1958, segna 161 reti in sette stagioni e firma in calce la prima coppa dei Campioni di una squadra italiana, nel 1963, segnando una doppietta al Benfica, a Wembley. Al Napoli, forma con Omar Sivori, altro rude sudamericano, una coppia da urlo. Nel 1968 il Napoli arriva secondo in campionato, proprio dietro al Milan di Rocco. Resterà partenopeo fino al 1972, quando si trasferirà a Torino, sponda Juventus.

FRANCESCO ROMANO – In rossonero dal 1979 al 1983, passa al Napoli nel 1986 dopo l’esperienza alla Triestina. Sorprendentemente, vince più in azzurro che in rossonero: una Uefa, uno scudetto e una Coppa Italia. Protagonista di un piccolo Milan (in quegli anni arrivò prima la sentenza del calcioscommesse e una nuova retrocessione in B nel 1982) ma di un grande Napoli, si è ritirato nel 1995 ed è divenuto procuratore.

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GIOVANNI GALLI – Il portiere degli anni d’oro, del periodo di maggior splendore del Milan berlusconiano. Arrivato dalla Fiorentina nel 1986, è uno dei primi acquisti del Cavaliere insieme a Donadoni. Rimane al Milan fino al 1990 vincendo tutto a ripetizione: uno scudetto, due Coppe dei Campioni, due Intercontinentali, una Supercoppa Europea e una Supercoppa Italiana. Dopo la finalissima col Benfica a Vienna, saluta i rossoneri e approda in azzurro, dove resterà sino al 1993.

FERNANDO DE NAPOLI – Centrocampista, acquistato dagli azzurro nel 1986 per ben 5 miliardi, cifra considerevole all’epoca, anche “Nando” attraversa il più grande ciclo della storia del Napoli: al fianco di Salvatore Bagni e con in squadra Maradona e Careca, conquista gli scudetti del 1987 e del ’90, la Coppa Uefa 1989 e la Supercoppa Italiana. Nel 1992 eccolo al Milan, quasi da comprimario: soltanto nove partite in due stagioni, che coincidono con due scudetti e la Coppa dei Campioni di Atene contro il Barcellona.

PAOLO DI CANIO – L’irriverente e scanzonato centrocampista di Roma, segna al Milan nel marzo del 1994 al San Paolo, consegnando la vittoria ai suoi per 1-0. Sarà per questo che Capello lo vuole alla sua corte nell’estate successiva per 6 miliardi e mezzo. Uno scudetto, nel 1996, poi un diverbio proprio con l’allenatore di Pieris che lo convince a cambiare aria.

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