di STEFANO RAVAGLIA

 

La fortuna di abitare non lontano da Milano, può permettere a molti appassionati di seguire la squadra costantemente. Purtroppo non si può dire lo stesso per il grande serbatoio di tifo rossonero che è rappresentato dal Sud Italia. Il Milan Club Gallipoli vanta una tradizione ultra trentennale al fianco del Milan con mille iniziative, nonostante la distanza. Eppure, la presenza a San Siro e fin dove possibile, è garantita in massa ogni anno. Un aneddoto: ricordate quel enorme bandierone che pendeva dal secondo anello dello stadio di Atene al termine di Milan Barcellona 4-0 nel 1994? Erano proprio loro. Li abbiamo incontrati per conoscerli meglio.

 

In che anno è stato fondato il club e chi sono stati i fondatori?
“Il Milan Club Gallipoli è stato fondato il 14 settembre del 1984 da un gruppo di tifosi rossoneri che avevano un chiaro intento, coniugare la passione per il Diavolo con la voglia di organizzare e vivere sempre nuove esperienze, non solo sportive ma anche nel sociale, cercando di dare lustro al nome del club ed a tutto il movimento, a livello provinciale, regionale e nazionale. Noi, da qualche anno, abbiamo raccolto questa pesante ma positiva eredità e stiamo provando a realizzare nuovi progetti”.

Su quanti soci potete contare?

“I soci iscritti, al momento, sono circa ottanta. Nell’estate del 2015 il consiglio direttivo instauratosi ha deciso di aprire una nuova sede del club, con tutte le difficoltà che questa scelta avrebbe potuto comportare, soprattutto in termini di ricambio generazionale. Ma il Milan Club Gallipoli è molto vivo e partecipato”.

Come è organizzata la vostra vita di club (tesseramenti, cene, stadio, iniziative varie ecc…)?

“Il momento di maggiore pathos, manco a dirlo, è quando ci si ritrova per vivere insieme l’emozione di tifare il Milan. Ma è solo la punta di un iceberg: noi intendiamo il club come un luogo dove tante persone, di età ed estrazione socio-culturale differenti, possano aggregarsi per divertirsi e trascorrere qualche ora insieme. Negli anni abbiamo dato vita a tornei di ogni tipo, scopa, briscola, burraco, calcio balilla, playstation 4, organizziamo ogni anno il fantacalcio e due cene sociali, la consegna dei regali ai bambini da parte di Babbo Natale, tante le estrazioni con in palio i premi più disparati. Per ogni annata sportiva mettiamo in piedi almeno tre, quattro trasferte, non solo a Milano ma anche in città che siano logisticamente più vicine proprio per dare a tutti la possibilità di partecipare. In questa stagione, ad esempio, siamo già andati a Crotone, Benevento, a Milan-Juventus di campionato ed è tutto pronto per la finale di Coppa Italia del prossimo 9 maggio. E ci siamo mossi nel sociale, riuscendo a donare, insieme alla collaborazione con altri club cittadini, dei fasciatoii al reparto di Pediatria e tre televisori, uno per il reparto di Radiologia e due per il reparto Dialisi, dell’ospedale di Gallipoli”.

C’è un ricordo più bello degli altri come club legato alle vicende del Milan (una trasferta, un momento…)?

“Una storia ultratrentennale quale quella del nostro club porta in dote una miriade di ricordi e momenti più o meno magici. Ma, contestualizzando all’esperienza di questo nuovo e giovane direttivo, sicuramente la prima trasferta organizzata per il derby del 31 gennaio 2016, in cui il Milan si impose per 3-0, e la vittoria della Supercoppa Italiana contro la Juventus a Doha, il 23 dicembre del 2016, possono essere considerate le nostre piccole, grandi apoteosi. E non si può non menzionare l’incontro avuto a febbraio con mister Stefano Nava, allenatore dei Giovanissimi A del Milan, impegnati nel Torneo Carnevale di Gallipoli, che tra l’altro hanno vinto: andammo a trovarlo, in occasione della cerimonia inaugurale, per portare i saluti e l’incoraggiamento del direttivo e di tutti i soci, lui ci ha accolto con una straordinaria disponibilità, con entusiasmo e con un’umiltà difficile da riscontrare in un calciatore del suo livello. E ci ha raccontato, senza che noi dicessimo nulla, di quello striscione enorme che aleggiava ad Atene, in occasione della finale di Coppa Campioni del 1994, Milan-Barcellona, che solo a pensarci gli faceva venire ancora i brividi. Lo striscione, ovviamente, era del Milan Club Gallipoli”.

Cosa pensate della attuale gestione societaria e del futuro del Milan?

“Noi siamo tifosi, innamorati di questi colori che sosterremo sempre ed incondizionatamente. Non ci interessano, né ci competono, le speculazioni di alcun tipo e detestiamo i deplorevoli attacchi mediatici che questa società subisce quasi quotidianamente, ad opera di novelli esperti di materie finanziarie. Da parte nostra massimo sostegno al presidente Li Yonghong, al direttore Han Li, al dottor Fassone, al direttore Mirabelli, al responsabile della comunicazione Guadagnini ed a tutti i dirigenti. Grande fiducia nel futuro e in un Milan, presto, ad altissimi livelli”.

E come club quali sono i vostri obbiettivi o desideri in futuro?

“L’obiettivo è quello di continuare a camminare sulla strada tracciata, cercando sempre di migliorare. I club sono piccole associazioni, in cui ci si investono tempo, passione e risorse, per cui è difficile guardare troppo oltre. Il desiderio? Organizzare quanto prima una trasferta per la finale di Champions, con il Milan protagonista…”

Il 17 giugno avrete la “Festa del Milanismo”, un grande evento in collaborazione con Radio Rossonera. Di cosa si tratta e come si svolgerà la serata?

“Festival del Milanismo – Premio Gallipoli Rossonera, questo il nome completo dell’evento al quale stiamo lavorando con gli amici di Radio Rossonera. Sarà una giornata dalle forti emozioni, a tinte rossonere ovviamente, con lo scopo di radunare quanti più Milan Club possibile ed in generale i tifosi rossoneri, offrendo loro l’opportunità di conoscere alcune dinamiche del mondo Milan, grazie all’esperienza ed alla disponibilità dell’avvocato Giuseppe La Scala, di Alessandro Jacobone e Pietro Balzano Prota, del direttore Xavier Jacobelli, di Furio Fedele. Un parterre già ricchissimo e meritevole di grande attenzione, ma di sorprese e sviluppi interessanti ce ne saranno altri. Inoltre, la mission che ci ha spinti in questo progetto è anche quella di lanciare un messaggio alla società su come il bacino principale dei tifosi milanisti sia quello italiano, in particolare al Sud, dove la tradizione del tifo rossonera è assai radicata: è corretto guardare all’estero, senza però tralasciare quale sia il cuore pulsante del Milan. Soprattutto i vari Milan Club, che ogni giorno, ingegnandosi come piccole aziende, vivono di Milan e per il Milan. Dopo il premio, che si svolgerà a bordo piscina nell’incantevole e suggestiva location del Gallipoli Resort, ci sarà la cena di gala, che si concluderà con il taglio della torta. In mezzo, tante gag ed iniziative, che non possiamo ancora svelare: ma di una cosa siamo certi, nessun milanista può mancare”.

 

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