Solo il campo saprà dirci se oggi pomeriggio, a San Siro, sarà l’ennesima volta in cui l’allievo supera il maestro. E’ Gattuso a porsi come l’apprendista che sfida il mentore Sarri. Anche se non direbbe, ci sono tante analogie tra i due. Rino non si è mai spostato da Gallarate, a due passi da Milanello, proprio come Maurizio che non ha mai traslocato dalla casa a due passi da Castel Volturno. Da giocatore Gattuso ha vissuto in Scozia, mentre Sarri da banchiere ha vissuto in Inghilterra. Quindi entrambi masticano qualche parola di inglese, anche piuttosto bene. La gavetta è un altro punto in comune tra i due, anche se Sarri ha esordito tardi in Serie A, a 55 anni.

Oggi sarà la seconda volta che si sfidano in campo. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la prima in panchina fu nell’agosto 2013, in Palermo Empoli 1-2, campionato di Serie B. Prima ancora Rino era in campo e Sarri in panchina: andata e ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia 2007, Milan contro Arezzo. Oggi, ore 15, a San Siro verrà concesso il bis. Il Napoli di Sarri con il suo palleggio e il gioco semplice che ha incantato Italia ed Europa, mentre il Milan di Rino che copre bene il campo e aggredisce sia in fase di possesso sia in fase di non possesso. Due filosofie di gioco differenti a confronto, due allenatori veri e istintivi che si giocano molto in questa Domenica 15 Aprile che può valere una stagione.

Rino Gattuso si sente un privilegiato ed onorato ad affrontare Sarri: “Sarri è un maestro, è partito dal basso e ha portato qualcosa di nuovo, lo pongo tra quei grandi allenatori italiani che in qualcosa hanno cambiato il calcio. Quando ero piccolo mio nonno mi diceva: “Impara l’arte e mettila da parte”, così quando incontro bravi allenatori io guardo e imparo e con Sarri c’è tantissimo materiale. Palleggiano per una finalità, scappano in difesa con movimenti giusti, in certi meccanismi ti fanno venire il mal di testa. Noi dovremo essere bravi sotto tutti gli aspetti, fisico, tecnico, tattico, dello spirito. Come si dice in dialetto lombardo sperem va…”. Anche lo stesso Gattuso propone alcune analogie con il collega, soprattutto per quello che riguarda lo stile: “A livello di look non siamo il massimo, in quello di sicuro ci assomigliamo”.

Entrambi sono molto scaramantici, entrambi credono nel gruppo ed entrambi sono molto schietti e diretti nelle loro dichiarazioni, a volte quasi al limite: “Contro il Napoli ci vorrà la faccia incazzata. Alla ripresa ho visto musi lunghi e dispiaciuti per il pari con il Sassuolo, meglio così che in infradito e calzoni corti. Ma non dimentichiamoci quanto abbiamo fatto fino a questo momento: guardiamoci anche alle spalle, non possiamo permetterci di sottovalutare niente e nessuno”. Il maestro Maurizio contro l’allievo Rino. Il Napoli alla ricerca del tricolore contro il Milan alla ricerca dell’Europa che conta, quella che è stata la casa del Diavolo per tanti anni. Il napoletano Donnarumma contro lo spagnolo Pepe Reina, rossonero dall’anno prossimo. Tanti buoni motivi per non perdersi un Milan-Napoli che sulla carta promette moltissimo. Che Dio sia buono con il Diavolo, almeno per oggi.

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