di STEFANO RAVAGLIA

Baresi e compagni festeggiano la conquista della Supercoppa ’93: Torino battuto 1-0

 

A ben vedere, 25 anni dopo, non sembra poi una così grande notizia. La Supercoppa Italiana, manifestazione che mette davanti i vincitori dello scudetto a quelli della Coppa Italia, potrebbe anche cambiare nome, perché di italiano ha poco. Negli ultimi anni l’abbiamo vista peregrinare tra Tripoli, Pechino, New York e Doha ma la genesi di questa esportazione del made in Italy è da ricercare in quell’afoso pomeriggio del 21 agosto 1993.

Il Milan, dopo aver passato un brutto quarto d’ora in campionato (l’Inter stava rimontando prima dell’1-1 decisivo nel derby di aprile) è riuscito a fare suo il tredicesimo scudetto, secondo consecutivo. Il Torino del compianto Mondonico, invece, che ben si era comportato l’anno prima in Coppa Uefa perdendo (senza perdere) la finale con l’Ajax ad Amsterdam in mezzo a pali, traverse e sviste arbitrali, ha vinto la Coppa Italia in finale contro la Roma. Tre a zero al “Delle Alpi” e poi pirotecnico 5-2 per i giallorossi all’Olimpico, con il trofeo che finisce nelle mani dei granata. Nell’estate del ’94 i Mondiali si terranno negli Stati Uniti e così si comincia a far partire gli esploratori con sufficiente anticipo, piazzando al RFK di Washington l’appuntamento estivo giunto alla sesta edizione.

Si gioca alle 14.30 ora americana quando in Italia è sera, così come accadrà al Mondiale; umidità da pazzi, sole incandescente e più o meno le stesse condizioni che l’Italia di Sacchi troverà nove mesi più tardi. Il Milan è all’alba di una stagione da favola, che porterà in via Turati un altro scudetto e la Coppa dei Campioni conquistata ad Atene contro il Barcellona, con il “triplete” sfumato in dicembre per via del nostalgico Piovani, attaccante del Piacenza che punisce il Milan in Coppa Italia eliminandolo agli ottavi. Van Basten è lungodegente e ancora nessuno sa che non tornerà più a giocare, e così Capello si affida al tandem Simone-Massaro. E’ proprio il primo che sblocca quasi subito la situazione dopo quattro minuti su una sponda di Savicevic in area, arrivando di gran carriera e battendo un grande ex rossonero quale Giovanni Galli, che da quando ha lasciato il Milan, tra Napoli e Torino, ha dovuto sempre ingoiare bocconi amari contro i rossoneri.

Nonostante l’afa la partita è viva, il Torino va vicino al pareggio in qualche occasione ma anche il Milan giostra come veterana abitudine sfiorando il secondo gol. Forse gli americani, bramosi di spettacolo, si aspettavano ben altro show come da loro inclinazione, e invece il risultato non cambierà più. Il Milan vince la terza Supercoppa Italiana dopo quelle del 1988 e del 1992 e il calcio italiano, senza saperlo, ha dato il via alla sua definitiva commercializzazione. Il 5 settembre, sul neutro di Napoli, il Milan batte 1-0 il Genoa in campionato. Sugli spalti, Fossa e Brigate, asse portante storica del tifo milanista, srotolano uno striscione: “A Lecce e a Napoli con il cuore, scusate se a Washington non ce l’abbiamo fatta”, ironica amarezza per l’impossibilità di seguire la squadra in una trasferta così assurdamente lontana. E’ il seme di un moto di contestazione che si farà sempre più grande nel corso degli anni successivi. A Milan e Torino vanno un miliardo a testa e grazie per la partecipazione: via la passione, dentro le logiche di business.

 

@foto calcioweb.eu

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