di STEFANO RAVAGLIA

Rossoneri ok in vista della Coppa Italia: girandola di gol a San Siro

 

Dalla fatal Verona alla fatal Milano. Tale potrebbe essere per gli scaligeri la trasferta di San Siro contro un Milan che deve togliersi dal baratro del settimo posto. Il Verona di Pecchia invece potrebbe caderci nel baratro in caso di non vittoria, capovolgendo una tradizione iellata per il Milan che in Veneto ha perso due scudetti e tornando in B aritmeticamente. Gattuso recupera Romagnoli in quello che può essere un test per la finalissima di Coppa Italia alle porte e sceglie Abate sull’out di destra conservando Calabria per l’appuntamento con la Juventus. Scelte in ottica immediato futuro, considerando anche la trasferta decisiva di Bergamo di domenica prossima. Il primo sussulto del match è un destro di Bonaventura respinto da Silvestri. Il Verona come prevedibile agisce di rimessa e il Milan tiene il ritmo partita giocando in orizzontale senza troppo ritmo. Dubbi per un intervento su Suso al sesto minuto, mentre un minuto più tardi è Bonucci a tentare la conclusione deviata in angolo. Vicino al gol va Cutrone al nono, sfiorando di testa un traversone dalle retrovie e trovando Silvestri pronto a respingere. Sul tapin, Kessié calcia alto. Non sbaglia invece Calhanoglu: palla bassa al centro un po’ arretrata per tutti, arriva in corsa il turco che insacca da posizione defilata, dimostrandosi ancora una volta l’uomo del momento.

L’asse Suso-Kessié innesta consuete combinazioni e l’area di rigore è terreno di caccia per il Milan. Azione sosia del gol al quindicesimo: Biglia mette dentro una palla arretrata, Calhanoglu gira di nuovo in porta ma questa volta la palla esce di poco alla destra di Silvestri. Indemoniato il turco: al minuto diciotto si accentra e calcia di nuovo di destro impegnando ancora il povero portiere veronese. Inizia una fase apatica del match in cui il Milan prova ad affacciarsi in area con scambi stretti che non sortiscono effetto alcuno. Il lampo arriva alla mezz’ora ed è opera di Cutrone, che si prende il coro che fu di Marco Simone: se c’è lui, è gol. Il numero 63 raccoglie il filtrante di Bonaventura e batte sul primo palo Silvestri col mancino. Al 37’ buon calcio di Locatelli dalla distanza che trova pronto Silvestri che alza la palla in calcio d’angolo. Per il numero 17 scaligero l’intervallo è manna dal cielo. Stessi effettivi nella ripresa, che si apre col 3-0 rossonero: ancora Calhanoglu? Bis di Cutrone? Macché. Ignazio Abate è l’uomo che non ti aspetti: esterno destro alla Payet col Marsiglia, e palla in buca. Il terzino rossonero non segnava dal 20 dicembre 2015 nel 4-2 esterno al Frosinone. Gattuso toglie Suso e mette Borini nello stesso ruolo, e non cambia nulla tatticamente anche quando il tecnico rossonero decide di dare l’alt a Romagnoli per mettere dentro Musacchio. L’ora del centrale rossonera è stata positiva e senza alcun affanno: è pronto per Roma.

Il secondo tempo trotterella via senza sussulti ma al minuto settanta ecco la prima occasione per il Verona con la punizione di Romulo che si stampa sull’incrocio dei pali. Fuori Cutrone dentro Kalinic e parte qualche consueto fischietto per il croato. Il Verona accorcia a cinque dalla fine con Lee che nel frattempo aveva rilevato Petkovic schiaffeggiando in rete un traversone da calcio d’angolo e a uno dal novantesimo c’è gloria anche per Borini che buca Silvestri con un diagonale. I cinquantamila di San Siro, dopo i patimenti delle ultime settimane passano un pomeriggio sereno in attesa del risultato dell’Atalanta in campo a Roma con la Lazio domenica. Il Verona è ufficialmente in B: “L’anno prossimo giochi di sabato” canta la curva rossonera. Sì, questa volta è fatal Milano.

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