di STEFANO RAVAGLIA

 

Non c’erano molte speranze che il Verona si salvasse, ma Ignazio Abate le ha dato comunque il colpo di grazia. C’è una interessante statistica a proposito del numero 20 rossonero: gol al Bologna nel 2014, e i rossoblu in B. Gol al Frosinone nel 2015, e gialloblu retrocessi. Il Verona è stato condannato proprio nel sabato milanese e guarda un po’, Abate ci ha messo lo zampino. C’era ancora Mihajlovic quanto il terzino rossonero segnò in A: il 20 dicembre 2015, il Milan vinse 4-2 in Ciociaria e segnò anche lui. In tribuna stampa l’evento ha prodotto subito l’immediata ricerca dell’ultima marcatura in ordine di tempo, e la statistica è arrivata quasi subito. Tanto per dire quanto un giocatore non sempre all’altezza del ruolo sia stato in grado di dare contro il Verona il suo pieno contributo.

Abate a Roma dovrà far spazio a Calabria, ma poco importa. Gattuso contro i gialloblu ha ritrovato soprattutto le seconde linee: Borini, lo stesso Abate e anche Cutrone è tornato al gol seppur sia stato molto più protagonista dei suoi “colleghi”. Indizio confortante per una finalissima in cui ci sarà bisogno davvero di tutti. Dimenticatevi gli illustri predecessori della fascia destra: Abate non aveva brillato persino nel rotondo 3-0 a Razgrad contro il Ludogorets in Europa League lo scorso febbraio, e fu sostituito dopo un’ora. Oggi si è preso la sua piccola rivincita: in un Milan che segna con quasi tutti gli elementi della rosa, ecco che diviene importante anche una rete in un pomeriggio serafico dai ritmi “estivi” in vita dell’esame di maturità romano.

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