Fare quadrato intorno al Milan.

di SANDRO CERISANO

Ho aspettato di elaborare la sconfitta del nostro amato Milan all’Olimpico prima di esprimere il mio pensiero. A caldo era troppo grande la delusione e quando si perde così si rischia solo di farsi del male ulteriore. Di fatto, si legge solo di catastrofismi ovunque senza isolare la Finale della Coppa Italia da quella che è stata l’annata comunque complessivamente deludente.

Le aspettative erano altre, zona Champions o comunque una Europa League più allegramente raggiunta. Invece siamo qui con a rischio settimo ed ottavo posto; una clamorosa esclusione dall’Europa quella si, significherebbe fallimento. Non significa fallimento invece la partita di mercoledì sera.

Partivamo battuti, ma una serie di considerazioni, portavano a pensare di potercela giocare, e così è stato, fino ad un certo punto. Tra Milan e Juventus esiste oggi una differenza abissale, differenza testimoniata dal distacco di punti in classifica negli ultimi 6 anni; differenza testimoniata dai 2 “undici” scesi in campo e, sopratutto, dagli uomini a completamento della rosa tra panchina e tribuna; basta guardare ai cambi a gara in corso: Borini per Suso da una parte, Bernardeschi per Douglas Costa dall’altra; Kalinic per Cutrone Milan, Higuain per Dybala Juve; Montolivo/Locatelli, Marchisio/Pjanic. Già questo spiega molte cose.

Differenza ancora nella programmazione e nella gestione; il Milan è completamente nuovo dal Presidente in giù, la Juventus è uguale a se stessa da quasi un decennio. Nonostante tutto, il Milan fino ad un certo punto della gara, tiene testa alla Juventus sfiornado anche il gol in una partita piuttosto soporifera.

Serviva “una congiunzione astrale” per ribaltare il pronostico, invece un semplice mutamento atmosferico, pioggia a catinelle per tutto il giorno, contribuisce ad indirizzare del tutto la gara a favore della Juventus. Il primo gol nasce da corner, quindi situazione a squadra piazzata; secondo, terzo e quarto, completamente regalati da Donnarumma e compagni. Specie il portiere rimane vittima della pioggia; in occasione dei due colpi da KO non trattiene due facili palloni che gli carambolano il primo in rete, il secondo sui piedi di Benatia. E la frittata è fatta. Considerate che nel primo tempo, analoga conclusione di Suso a quella di Douglas Costa veniva respinta da Buffon in angolo nel mentre Donnarumma ha provato ingenuamente la presa in occasione dello 0 a 2.

Ecco, se a tutte le difficoltà e le differenze di partenza aggiungiamo storicamente la peggiore prestazione del portiere rossonero risulta evidente che l’impresa non poteva essere realizzata. per quanto ci riguarda si giocava sul filo del rasoio, per vincere serviva una partita perfetta se non di più. E invece è successo quello che nessuno aveva messo in preventivo e cioè che proprio il nostro uomo migliore tradisse le normali aspettative. Donnarumma ha indossato i panni di Bruto, quelli di Giuda ed ha consegnato su un piatto d’argento la già più che probabile vittoria ai bianconeri.

Adesso serve fare quadrato, dare fiato alle trombe del disfattismo non serve alla causa. L’annata va vista e rivista tutta per intero, da un pre – Gattuso al periodo Gattusiano; le prestazioni dei calciatori vanno esaminate nella loro interezza, c’è chi ha deluso e chi no, ma anche a chi ha deluso va valutato se concedere un’altra chance o meno. Resto dell’avviso che per almno 8/11 la squadra è competitiva per le prime piazze; resto dell’avviso che su 13/14 calciatori si possa fare affidamento. Devono essere aggiunti 3 elementi di provata esperienza e personalità, altri 4 o 5 di sicuro rendimento da fare accomodare inizialmente in panchina.

Mi vengono in mente tra i più chiacchierati: Callejon e Bernard da mettere in concorrenza a Suso e Calhanoglu; una punta da 20 gol, Belotti, Dzeko o similare; un paio di centrocampisti per elevare tasso tecnico e fisico al centrocampo, penso ai parametri 0 Wilshere e Fellaini. Non tutto è da buttare, manteniamo la calma, non seguiamo piste che vengono oggi reclamate solo per aumentare la tensione intorno al Milan. Lasciamo che il progetto continui, che i programmi vadano avanti. Smontare il giocattolo ad ogni soffio di vento è lo sport preferito di chi ci vuole male; e tanti sono anche tra noi!

share on:

Leave a Response