Enzo Bucchioni, noto giornalista, parla in esclusiva alla redazione di MilanCafè24  di Donnarumma.

 Enzo, Donnarumma può realmente aver sentito troppa pressione per le voci di calciomercato? 
“Non lo so se ha inciso il calciomercato. Non credo, sa da un anno che il Psg lo vuole.  Di sicuro la crescita di questo ragazzo è stata interrotta da un contratto monstre, da chi gli ha fatto credere che era già arrivato. Nessuno si è preoccupato di lui, della sua crescita, del suo futuro, tutti hanno pensato a monetizzare il presente. Invece Donnarumma è un talento che andava coltivato, un potenziale campione che campione non è ancora. Campioni si diventa con l’umiltà, il lavoro, la voglia di crescere tutti i giorni. A Donnarumma hanno fatto fare tutto troppo presto, troppo in fretta e forse anche lui ha creduto di essere già arrivato a 19 anni . Errore colossale. Se non lavori tutti i giorni con equilibrio, con umiltà e serenità, se non pensi sempre a migliorati invece di puntare a nuovi ingaggi e nuovi guadagni, rischi di non crescere. Anzi, come in questo caso, fai dei passi indietro. E la colpa non è del ragazzo ma della sua famiglia che l’ha consegnato mani e piedi a un procuratore come Raiola che si preoccupa solo del business e non della salute psichica, della crescita e della felicità di un ragazzo”.
A questo punto della stagione come valuti il bilancio del Milan targato Fassone e Mirabelli?
“Se il Milan non entrerà in Europa League si tratterà di un fallimento clamoroso. L’Europa potrebbe mitigare il giudizio, ma sarebbe comunque una soddisfazione parziale. Certo che dopo una spesa di 240 milioni, milione più milione meno, era logico aspettarsi ben altro. Tanti gli errori, dal licenziamento tardivo di Montella a un mercato con tante lacune ed errori marchiani come l’ingaggio di Kalinic. Se io fossi il proprietario del Milan chiederei conto a Fassone e Mirabelli in modo molto duro. Hanno avuto carta bianca e hanno fallito. Però qualcosa di apprezzabile hanno fatto, soprattutto Fassone. Se ci fosse una proprietà e una situazione definite i due sarebbero già stati licenziati, ma in mezzo a mille incertezze economiche e non solo, credo che non sia giusto in questo momento ripartire da capo. Se proprio volete, Mirabelli si può anche sostituire e Sabatini lo prenderei, ma Fassone è il garante di questa fase del Milan”.
Gattuso resterà anche nella prossima stagione o ci dobbiamo attendere ulteriori cambiamenti in società al Milan?
“Gattuso ha fatto cose buone, su questo nessun dubbio. Magari l’avessero chiamato un paio di mesi prima. Però Mirabelli ha avuto troppa fretta nell’insistere per prolungare il contratto. Capisco che serviva un segnale preciso alla squadra, che l’onda dell’ottimismo andava cavalcata, ma Gattuso in certi momenti, in diverse dichiarazioni e atteggiamenti, non mi sembra ancora pronto per certi livelli. A volte l’ingenuità e la franchezza aiutano, altre sono un limite. In momenti di passaggio e di costruzione come questo forse sarebbe stato più utile avere in panchina un Grande Vecchio, un allenatore più carismatico di Gattuso, ma anche di Montella. Però cose buone si sono viste, Gattuso andrebbe supportato di più dalla società, ma la società è in grado di farlo? Se Gattuso non dovesse portare il Milan in Europa alla fine farebbe peggio di Montella, un  fallimento assoluto, e non so se la società potrebbe ancora sostenerlo e i tifosi appoggiarlo. Sono giorni molto delicati e decisivi per il presente, ma anche e soprattutto per il futuro”.
Si ringrazia Enzo Bucchioni per la cortese disponibilità.
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