L’Europa è stata raggiunta. Kalinic combatte, ma il gol manca dall’8 Aprile in casa contro il Sassuolo. Voci di mercato dicono di una possibile separazione con il Milan. Destinazione Russia?

di FRANCESCO QUATTRONE

Ieri è arrivata la certezza della qualificazione in Europa League del Milan di Gattuso grazie al pareggio di Bergamo, contro l’Atalanta. Una gara di squadra e tanto lavoro per i compagni per Nikola Kalinic. Il rendimento dell’attaccante croato non ha soddisfatto in pieno la società e i tifosi. Finora i numeri in totale con la maglia rossonera sono questi: 40 presenze e soli 5 gol. Pochi per un centravanti che nello scorso campionato ha siglato 15 reti in A con la Fiorentina, più 5 in Europa League in 42 partite. Tanta delusione intorno all’ambiente che di certo si aspettava una stagione in cui avrebbe dovuto lasciare il segno maggiormente sotto porta. Il Milan alla fine ha risentito eccome della sua mancanza.

Attacco sterile, ok il centrocampo-Le reti messe a segno dalla squadra, ora allenata da Rino Gattuso, sono 51. Il capocannoniere rossonero è Cutrone con 8 reti, secondo posto per Bonaventura a 7, Suso a 6, e poi Calhanoglu, Kessie e Kalinic a 5. Questo dato dimosta che l’attacco ha fatto fatica a trovare la via della rete, mentre è stato trascinato dagli inserimenti dei centrocampisti. Grazie al contributo di questi ultimi, il Milan è riuscito a centrare l’obiettivo Europa. Ora il centravanti croato è finito sotto la lente di ingrandimento rischiando di finire sulla lista dei possibili partenti. Anche se il tecnico, ex Pisa, difende il suo giocatore: “Lui è un attaccante importante, per come si muove e gioca, forse non siamo stati neanche a farlo segnare. Non fischiatelo”. Una possibile conseguenza di questo momento negativo in zona gol potrebbe essere l’ambientamento, evidentemente non si trova a suo agio. Bisogna dire, però, che nella gara contro l’Atalanta si è visto un Kalinic spensierato e lottatore. Tanti buoni movimenti per la squadra, ma quel gol continua a mancare.Ora a San Siro arriva la sua ex squadra, magari potrebbe essere l’occasione giusta per ritrovare il sorriso.

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