di MATTEO ANOBILE

Milano e Firenze sono due città pilastro per l’Italia, la prima, in campo economico, è probabilmente il faro trainante del paese, la seconda, a livello artistico, è seconda solo a Roma. Quando si parla di Rinascimento non si puo’ non pensare al capoluogo toscano, basti pensare a Michelangelo oppure al padre della lingua italiana Dante Alighieri in ambito letterario. Anche in ambito calcistico, Milano e Firenze hanno avuto molti campioni, sia in riva all’Arno, sia sulla Madonnina, i quali hanno lasciato un ricordo indelebile, perchè hanno coniugato classe e fantasia. Questi due termini  calzano alla perfezione quando si parla di Roberto Baggio, che è l’ex piu’ di lusso che Milan-Fiorentina possa presentare. Dopo aver mosso i primi passi a Vicenza, arriva a Firenze nel 1986, dopo un anno di inattività dovuto ad un grave infortunio. Nella città del Giglio diventa un simbolo per i suoi gol, le sue punizioni, i suoi dribbling, tanto da far stropicciare gli occhi a chi si era abituato a grandissimi numeri dieci come ad esempio Antognoni.

Le sue due perle con la maglia viola, sono il gol al Milan nel 1987, quando parte da centrocampo, si beve la difesa rossonera  e beffa Galli. La seconda gemma al San Paolo contro il Napoli, quando fa ancora meglio. Partendo dalla propria metà campo si inventa un altro gol dei suoi, con Maradona in panchina ad osservare.Baggio, oltre ai ricordi calcistici, nella città toscana ha abbracciato anche la fede buddista. Durante la convalescenza ha iniziato a praticare una nuova religione, che gli ha dato quella pace interiore che lo ha reso celebre agli occhi del mondo.

Dal 1995 al 1997 ha vestito anche la maglia rossonera componendo un tridente di tutto rispetto con Savicevic e Weah, vincendo lo scudetto nella stagione 95/96 con sette reti all’attivo. Non era il Baggio in versione rinascimentale, ma comunque sempre gradevole da vedere, con gol di classe assoluta. La sua immagine in maglia rossonera è quella di una cometa che illuminato il prato di San Siro poi se ne è andata lasciando quella scia di classe che lo ha sempre contraddistinto.

share on:

Leave a Response