Sempre ricca di spunti la sfida ai viola a San Siro. Tra scudetti, sconfitte impreviste, punizioni letali e sgambetti costati il titolo, spuntano due grandi protagonisti col numero 10

 

di STEFANO RAVAGLIA

 

 

 1987-88: Milan-Fiorentina 0-2

E’ ricordato come il primo grande sgambetto dell’era sacchiana: in quella stagione 1987-88 sarà l’unica partita che il Milan, all’alba del suo ciclo formidabile, perderà in casa sul campo. In dicembre infatti arriverà un altro 0-2 con la Roma, ma subito a tavolino dopo il petardo sul portiere giallorosso Tancredi. Quell’assolato giorno di settembre, è Baggio il giustiziere viola: prima mette lo zampino nel gol del vantaggio trovando la respinta di Galli sulla quale insacca Diaz, poi saluta tutta la difesa rossonera penetrando centralmente e facendo fuori Galli insaccando a porta vuota. Pare l’inizio della catastrofe per un Milan annunciato in pompa magna in estate con gli acquisti di Ancelotti, Gullit e Van Basten: sarà invece l’inizio di una cavalcata vincente conclusa con lo scudetto.

 

1992-93: Milan-Fiorentina 2-0

Senza olandesi è il giorno di Savicevic: il genio, dopo un primo tempo di fatica, sblocca il Milan dall’imbarazzo segnando una doppietta. Il primo gol è uno stacco di testa dopo un cross di Evani deviato dalla difesa. Il montenegrino deve chinarsi per schiacciare il pallone alle spalle del numero uno viola. Il secondo è un gol alla Savicevic: falcata palla al piede, slalom fra due o tre difensori e pallone sbattuto nell’angolino di sinistro. Il Milan vince 2-0, dopo il 7-3 dell’andata a Firenze. La Fiorentina alla fine del torneo finirà in B, i rossoneri faranno loro il tredicesimo scudetto, secondo consecutivo.

 

1995-96: Milan-Fiorentina 3-1 e Milan-Fiorentina 1-2

Nel giro di quattro mesi Milan e Fiorentina si ritrovano contro prima in campionato e poi in Supercoppa Italiana. I rossoneri hanno appena vinto il quindicesimo scudetto battendo proprio la Fiorentina 3-1 il 28 aprile: senza Batistuta, i viola vanno in vantaggio con Rui Costa, poi Savicevic, Baggio e Simone portano il Milan in festa. Quarto scudetto in cinque anni per Fabio Capello e fine di un ciclo meraviglioso. I viola fanno il pieno in  l’Atalanta nell’ultimo atto della Coppa Italia. A San Siro, in agosto, la sentenza Batistuta: prima l’argentino sblocca schiaffeggiando in rete il pallone dopo aver superato un incerto Baresi, poi pareggia il solito Savicevic, e ancora Batigol sfonda la porta con una magistrale punizione e la celebre corsa verso la telecamera al grido di “Irina te amo”.

 

2011-2012: Milan-Fiorentina 1-2

Tutti incolpano, a ragion veduta, la rete non convalidata a Muntari nello scontro diretto contro la Juventus. Ma se i rossoneri avessero fatto più punti nei due scontri casalinghi contro Bologna e Fiorentina, in aprile, probabilmente sarebbe arrivato il bis scudetto. Con i viola invece, capitombolo decisivo: i rossoneri in vantaggio con un rigore di Ibrahimovic, il 22 aprile ne beccano due nel secondo tempo da Jovetic e Amauri. Spinta alla Juventus: dopo l’1-1 con il Bologna di quindici giorni prima, è il testamento del Milan sul campionato e il passaggio di consegne ai bianconeri.

 

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