Chiuso il rapporto con l’Adidas, il Milan passa a Puma.

di MATTEO ANOBILE

Milan-Fiorentina di domenica oltre ad essere l’ultima partita della stagione 2017/18, per i rossoneri sarà anche l’ultima con l’attuale sponsor tecnico, ovvero Adidas, infatti dal 1° luglio subentrerà Puma, anch’egli tedesca  di Herzogenaurach, fondata da Rudolf Dassler fratello di Adolf fondatore a sua volta dell’Adidas. Il rapporto fra il Milan e l’attuale sponsor tecnico è durato venticinque anni, di cui venti consecutivi. Il binomio ebbe inizio nel 1978 sino al 1980, per poi essere ripreso nel 1990 fino al 1993, ed infine dal 1998 al 2018, con tante gioie e qualche dolore.

La prima vittoria non si scorda mai, nel 1979,  lo scudetto della stella con Liedholm in panchina e un giovanissimo Franco Baresi nemmeno ventenne. Nel 1989 il sodalizio cessò per poi riprendere esattamente dieci anni dopo. Era l’estate delle notti magiche e il Milan era diventato un dream team fresco campione d’Europa con la finale vinta a Vienna con il Benfica. Il primo trofeo con il “nuovo” sponsor arrivò in Sol Levante contro l’Olimpia di Assuncion nella finale di coppa Intercontinentale. Altri due scudetti con Capello (1992 e 1993), e in quegli anni nacque il Milan degli invincibili : 58 partite senza sconfitte.

La partnership si interruppe nuovamente per riprendere poi nell’estate 1998 con Zaccheroni in panchina, non piu’ Baresi capitano, ma con Maldini. Arrivò inaspettatamente uno scudetto meraviglioso  nell’anno del centenario(1999). Dal 2003 al 2007 arrivarono due Champions e una coppa del Mondo per Club con Ancelotti in panchina e Kakà in campo, poi ebbe inizio il decadimento. L’ultimo scudetto fu di Allegri (2011), poi l’addio di Maldini (2009)e il capitano divenne Ambrosini. Gli ultimi sei anni da cancellare con esclusioni dalle coppe europee a ripetizione. Nel dicembre 2016 Abate solleva al cielo di Doah la Supercoppa Italiana vinta ai rigori contro la Juve, una vera e propria impresa. Il rapporto fra Milan e Adidas  parla di 860 partite in serie A  e 16 trofei in bacheca, sarà un addio definitivo?

 

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