Cresciuto nelle giovanili, in prestito a Pescara e poi una vita in rossonero. Filippo Galli compie 55 anni.

di STEFANO RAVAGLIA

 

Più che un giocatore di calcio pareva uno scolaretto, con quel viso liscio e quella zazzera in testa. Invece Filippo Galli da Monza, nato il 19 maggio 1963, sapeva fare bene a giocare a calcio. Degli evangelisti della difesa è stato quello che faceva da scudiero: Tassott, Baresi, Costacurta, Maldini. Prima però, aveva fatto il titolare, inamovibile: cresciuto nelle giovanili rossonere, passato un prestito una stagione a Pescara mentre il Milan si impantana in B, viene lanciato da Nils Liedholm che fa il lavoro sporco plasmando già il Milan che verrà, con possesso palla e fuorigioco sistematico che verrà ancor più amplificato da Sacchi.

Il mister di Fusignano lo mette stabilmente nei quattro di difesa nella stagione 1987-88 e Filippo vince uno scudetto da protagonista. Poi, Billy si fa strada e ne prende il posto, riducendo il minutaggio del nostro ma non la tempra e la voglia di farsi trovare pronto in un Milan che miete successi a ripetizione. Nel 1994 Galli vive forse la serata più splendente della carriera: il 18 maggio, alla vigilia del suo compleanno, si regala una prestazione magistrale contro il Barcellona di Romario ad Atene. Il Milan stravince la Coppa dei Campioni e lui non doveva nemmeno giocare: ma con Baresi e Costacurta squalificati, e la disastrosa prova di Desailly difensore centrale in una amichevole a Firenze della settimana prima, convincono Capello a puntare sul “giovanotto” ormai trentunenne. Ne viene fuori una prestazione magistrale che consegna al Milan la quinta Coppa dei Campioni.

Quanta serenità abbia Filippo oggi, è difficile dirlo: a giugno chiuderà la sua esperienza al Milan dopo tanti anni in mezzo ai giovani, avendo il merito di aver rinverdito le giovani speranze rossonere con un lavoro capillare sul settore giovanile. L’allontanamento deciso dalla società è un una nuvola scura che non può offuscare ventitré anni da calciatore straordinari e altrettanti da ambasciatore del Milan e compagno di tanti giovani calciatori. Aspiranti campioni, come lui, come Filippo Galli da Monza, che una sera di maggio annullò Romario e il Barcellona portando il Milan in cima all’Olimpo.

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