Buffon saluta, Donnarumma anche? Il passato dello juventino una certezza, il futuro del milanista una incognita

di STEFANO RAVAGLIA

 

Torino e Milano, centoquarantuno chilometri di distanza, che oggi appaiono molti di più. Dopo il trionfo di sabato della Juventus e l’addio di Buffon, sotto la Madonnina c’è un altro portiere che potrebbe essere al passo d’addio. Non verrà però celebrato come fosse una sorta di passaggio di consegne. I peana spesi per Donnarumma in questi tre anni, dal suo esordio con Mihajlovic nella stagione 2015-16, alla consacrazione (oppure no?), sino ad arrivare agli ultimi errori, si sono ridimensionati dopo le ultime prestazioni e soprattutto in seguito a vicende che col campo hanno poco a che fare.

Così oggi niente addii ufficiali, ma un commiato piuttosto freddo, perlomeno sulla carta. Il futuro del portiere appare sempre più lontano da Milano e se n’è tanto scritto e parlato che la verità, pur non dichiarata ufficialmente, pare aver preso forma e sostanza.

La curva rossonera nel corso della stagione ha già ampiamente manifestato il suo dissenso, eppure il pubblico è apparso ambiguo: fischi, applausi, poi ancora fischi. Nulla di più altalenante esiste all’infuori del clima da stadio. Il tifoso vive in base ai momenti e alle vicende: sbagliato. Donnarumma è figlio dell’epoca social e della copertura mediatica totale, che forse fa apparire più forte un giocatore di quanto non lo sia.

Le qualità del portierino sono indubbie ma solo il tempo dirà la verità: troppo in fretta si giudica, troppo in fretta si cancella. Buffon lascia la Juventus dopo diciassette anni ad alti livelli, che non possono essere scalfiti dalla mancanza di una Coppa dei Campioni in bacheca (è in buona compagnia: Baggio, Ronaldo, Ibrahimovic).

Donnarumma, dichiarato immediatamente suo erede, dovrà mangiare molta cioccolata prima di toccare le vette del campione di Massa Carrara. Torino è l’ombelico del calcio italiano, mentre Milano ha vissuto più o meno un’altra stagione da comprimaria. Con Reina già in casa, forse non ci sarà nemmeno tempo di salutare il 99. Sempre che il colpo di scena di una permanenza in rossonero non sia dietro l’angolo.

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