Il 9 settembre 2001 i rossoneri travolgono con cinque reti i viola a San Siro. Due giorni dopo, gli attacchi terroristici a New York

 

di STEFANO RAVAGLIA

 

Quella calda sera milanese accoglieva il ritorno del campionato dopo la pausa per la nazionale. Il Milan aveva pareggiato a Brescia a fine agosto, e messo un freno immediato alla sua voglia di rinascita: erano arrivati Terim in panchina, Rui Costa e Inzaghi in campo e tantissimo entusiasmo, quasi paragonabile a quello dell’ultima estate cinese. Tanta Fiorentina dunque: e proprio quel 9 settembre 2001 l’allenatore turco sfida il suo passato. Rui Costa non c’è, una caduta sfortunata contro le rondinelle gli aveva fatto saltare un avambraccio e aveva dato inizio a una serie di sfortune che ne mineranno il rendimento della prima stagione.

La Fiorentina sta andando incontro al disastro societario ed è l’indiziata più grande per retrocedere. Dovrà ripartire dalle serie inferiori chiamandosi Florentia Viola, e poi si troverà in B saltando la serie C1 dopo essere partita dalla C2. Ma quella sera a San Siro è ancora serie A: il Milan mostra tutti i suoi gioielli o quasi e ad orchestrare a metà campo è ancora il “vecchio” Albertini. A sinistra splende già Serginho, che pochi mesi prima aveva schiantato l’Inter nel derby del 6-0.

Shevchenko porta in vantaggio i suoi dopo un’azione da manuale dove Inzaghi gli tocca il pallone in girata e lui lo appoggia in porta con un pallonetto. La punizione bomba di Chiesa (padre) buca Abbiati per l’1-1, ma prima dell’intervallo c’è tempo per il piattone di Laursen da calcio d’angolo e il 3-1 proprio di Superpippo, alla Superpippo: un controllo errato di Pierini è come un boccone su cui avventarsi per il numero 9, che in un colpo solo fa fuori lui e il portiere depositando in rete a porta sguarnita.

Il secondo tempo è accademia: quattro a uno di Shevchenko al volo da calcio d’angolo, e nonostante l’orgoglio mai domo di Chiesa, che fa doppietta, Serginho fissa il punteggio sul 5-2. E’ un bel Milan: spumeggiante e arioso, che pare destinato a buone fortune. Non sarà così: due mesi dopo Terim sarà esonerato dopo la sconfitta di Torino coi granata, e arriverà un certo Carlo Ancelotti. Il resto è storia nota. Come ciò che accadde quarantotto ore dopo quel Milan-Fiorentina 5-2: aerei pilotati da terroristici islamici si abbatterono sul Pentagono e sulle Twin Towers di New York. Ancora nessuno sapeva, quella sera a San Siro. Due giorni dopo invece, il mondo non sarebbe stato più lo stesso.

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