di STEFANO RAVAGLIA

 

Il meteo di San Siro pare impazzito come la stagione del Milan che oggi va a concludersi. Prima sole, poi le nuvole rovesciano secchiate d’acqua un’ora prima del match per poi diradarsi e lasciar posto ancora al bel tempo. Il Milan partito malissimo, che poi ha preso l’ascensore verso il quarto posto per poi scivolare di nuovo verso il basso, chiude la stagione a San Siro contro la Fiorentina. Partita numero cinquantasette dell’annata: Gattuso deve fare a meno di un po’ di assenti. Biglia e Suso afflitti da infortuni, Montolivo e Borini squalificati. Cutrone fa l’esterno con Calhanoglu dall’altra parte  e Kalinic punta centrale. Buon pubblico a San Siro per essere l’ultima di campionato e senza grossa posta in palio: la media spettatori di Inter e Milan in questa stagione è il dato più positivo della Milano calcistica.

Nei viola, squalificato Veretout, Saponara-Simeone-Chiesa conducono la Fiorentina verso un desiderio di sgambetto ai rossoneri. Remote le possibilità d’Europa per gli uomini di Pioli, ben più concrete per il Milan che deve mantenere il sesto posto onde evitare tre tragici turni preliminari in estate, ben peggio di un anno fa. Per la prima azione degna di nota bisogna aspettare il settimo minuto: pallone dentro per Kessié che si attarda nella conclusione, poi ci prova, Sportiello respinge e Cutrone sulla ribattuta calcia a lato. L’ivoriano è il più ispirato e quattro minuti dopo calcia a lato una conclusione interessante da fuori area. Il Milan preme, e la Fiorentina è in difficoltà: ci prova anche Kalinic dalla lunetta dell’area, Sportiello respinge e la nuova conclusione di Bonaventura di controbalzo viene respinta da un difensore viola.

Il Milan manovra e la Fiorentina non trova spazi, seppur sia brava a chiudere tutti i varchi e a resistere all’urto rossonero. Ma come cantavano gli 883, “salgon subito e la metton dentro a noi”: bucata centrale di Chiesa per Simeone dopo un disimpegno errato di Bonucci e pallonetto sull’uscita di Donnarumma: Fiorentina in vantaggio, beffa servita. E ora? Niente paura, dal Bosforo arriva la mano tesa di Hakan Calhanoglu: punizione decentrata verso il vertice destro dell’area di rigore e conclusione che si insacca alla destra di Sportiello dopo una leggera deviazione per il gol dell’1-1.

E’ un bene che il Milan sia riuscito a raddrizzarla subito e il gol del sorpasso pare vicinissimo quando Bonaventura lavora una palla a metà campo e la serve di nuovo a Kessié lanciato ancora contro Sportiello: l’ivoriano si allunga il pallone e finisce addosso al portiere viola che accusa il colpo. Il numero 79 del Milan viene anche ammonito: esagerato, per la verità. Alla mezz’ora giallo per Calhanoglu per un fallo al limite dell’area che Fabbri non vede. Il turco era diffidato e non è una cosa da poco: la prima partita ufficiale è molto probabile sia la Supercoppa Italiana contro la Juventus e sarebbe una tegola non da poco.

La Fiorentina continua a tenere il gol del vantaggio come unica presenza nella casella occasioni, e Kessié si spolmona come di consueto. Il lampo rossonero arriva in chiusura di tempo: palla al centro di un ispiratissimo Calhanoglu, sul quale si avventa Cutrone attaccando il primo palo e girando in rete il gol del 2-1 che pone il Milan su un mare più calmo. Prima dell’intervallo c’è tempo per un sussulto di Rodriguez che calcia addosso a Sportiello per la verità da posizione decentrata e Cutrone che calcia sull’esterno della rete con una staffilata di destro. E la Fiorentina? Un tentativo scialbo di Benassi nel recupero, che Donnarumma osserva sfilare a fondo campo.

Intervallo. Pioli spera che la pressione rossonera diminuisca e mai speranza sarà più vana. Pronti via e il Milan fa 3-1: palla in area per Cutrone che schiaccia di testa trovando il povero Sportiello ancora pronto agli straordinari. Sulla respinta corta del numero uno viola però, arriva Kalinic. Segni di redenzione per il croato: spaccata e gioia personale. Milan inarrestabile: all’ora di gioco arriva anche il 4-1 con un nuova gioia per il numero 63 che è il primo milanista della stagione ad arrivare in doppia cifra: dieci reti. A venti dalla fine, lo abbraccia la standing ovation di San Siro, a un protagonista del tutto inatteso che ha sconvolto le gerarchie di casa Milan. Cori anche per Gattuso: che alza un braccio frettolosamente per ringraziare. Non vorrete mica disturbarlo mentre dà indicazioni ancora sul 4-1? Che diventa 5-1 quando Bonaventura “slalomeggia” partendo da metà campo e buca di nuovo Sportiello.

Non c’era uno scudetto da celebrare (non accade dal 2011) ma è ugualmente festa a San Siro: per l’Europa centrata senza passare dai preliminari e per una squadra che pare almeno aver posto le basi per il futuro. Ora, un’estate cruciale: non sbagliare più per essere finalmente protagonisti da settembre.

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