Il Milan chiude al meglio la stagione. I rossoneri si classificano sesti e parteciperanno all’Europa League. Gattuso applaudito.

di DOMENICO VARANO

Rino Gattuso aveva promesso che in caso di vittoria avrebbe percorso 30 km, e dovrà dunque farli. Ieri è arrivata una goleada inaspettata e soprattutto è arrivato quel sesto posto che vale la qualificazione diretta alla prossima Europa League. Significa molto per una squadra come il Milan, per un club che pian piano cerca di trovare quei tasselli che dovranno riportarlo tra i grandi club europei. L’estate scorsa sono stati spesi 250 milioni di euro per portare a Milano diversi giocatori di livello. Alcuni sono stati promossi, altri bocciati inevitabilmente da San Siro, da quel pubblico che sa riconoscere subito chi è un top player e chi invece non merita di indossare la maglia rossonera.

Un top player della panchina è certamente Gattuso. Ha trovato un gruppo depresso, demolito dalla critica, e in qualche mese lo ha reso competitivo. Non era semplice ma lui ci è riuscito. Con il sesto posto la stagione non inizierà troppo in anticipo e i giocatori potranno fare qualche giorno di vacanza in più, ma soprattutto una buona preparazione atletica. Nel Milan della prossima stagione ci sarà certamente Cutrone, vero bomber da blindare e da promuovere titolare. Segnare 18 gol alla prima stagione in Serie A, non è cosa di tutti, per cui bisogna blindarlo. Quel tuffo alla Inzaghi, alla Bierhoff, profuma d’Europa. Avrà esultato anche Fassone a fine partita, perchè sa che sarà più semplice costruire la nuova rosa. Gattuso ha chiesto degli innesti, dei giocatori di livello in grado di far alzare l’asticella. I nuovi acquisti arriveranno, ma prima bisogna attendere le sanzioni Uefa e poi bisogna cedere Kalinic e André Silva.

Erano tutti felici a fine partita, tranne Gigio, che ormai sembra tormentato dal suo stesso futuro. Il Milan non lo ha messo sul mercato, ma se arrivasse un’offerta congrua, lo lascerebbe partire. Al Milan non servono giocatori tristi, anche se un pò di tristezza la proviamo anche noi, specie se ad andar via è un ragazzo di 19 anni. Raiola però è dietro l’angolo, siamo sicuri che ci regalerà un’estate molto calda e che anche Mirabelli dovrà sudare sette camicie per meritarsi la fiducia del popolo rossonero, che dopo aver visto l’Inter in Champions, vuole qualcosa di sostanzioso, qualche pezzo da novanta. Ora Mirabelli inizi a costruire il Milan del futuro, piazzando dei colpi di livello ed evitando di incorrere in profili simili a quelli di Kalinic e Silva.

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