Chiusa la stagione, ci si tuffa sul futuro: ai giovani occorre affiancare qualcuno che li prenda per mano

di STEFANO RAVAGLIA

 

Chi scrive, l’ha chiesto ieri in conferenza stampa post-Fiorentina a Gattuso: fra i tre o quattro rinforzi di esperienza e spessore che chiedi, c’è anche un giocatore complementare a Kessié? Il mister ha certamente accolto l’obbiezione e vorrebbe però puntare su scudieri under 30 o che abbiano almeno 200 partite sulle gambe. Prendono forma gli identikit dei prossimi acquisti rossoneri: quattro-sei partenti per altrettante entrate. L’ivoriano, spolmonato, ha certamente bisogno di una controfigura, ma se il Milan mestamente sesto anche quest’anno vorrà fare il salto di qualità, serve chi lo prenda per mano nei momenti che contano.

Due esempi: Arsenal-Milan e Juventus-Milan di Coppa Italia. Gattuso dixit: “Stiamo alzando l’asticella, dobbiamo fare un percorso”, furono le parole londinesi dopo il 3-1 subito. “Abbiamo subito qualche peccato di gioventù”, le parole dopo la finale di Roma, invece. Due indizi che fanno una prova: servono uomini pronti, abituati a queste finali o ai grandi appuntamenti in generale. Fassone è stato chiaro: “Ci pare che le fondamenta siano state fatte. Servono pochi innesti che ci aiutino a migliorare, a volte non è sempre facile arrivare agli obbiettivi”. Il primo è già arrivato: Pepe Reina. I tifosi potranno storcere il naso sulla carta d’identità, ma le qualità e le esperienze alle spalle donano una massiccia dose di tranquillità.

Gli altri? Si vedrà. Due le incognite: la mancata qualificazione in Champions League e le spese folli che sarebbero necessarie per accaparrarsi dei numeri uno. Che sono pochi e appunto costano: inevitabile che, come già detto più volte, si passerà da cessioni eccellenti. Forse la scelta di buttare undici giocatori in un mese solo, è stata azzardata ma sul lungo periodo potrà dare risultati. Erano difficili da azzeccare tutti: questa nuova estate alle porte permetterà invece a Fassone e Mirabelli, che ieri hanno avuto l’appoggio completo della curva sud durante Milan-Fiorentina con uno striscione eloquente, di andare a scegliere (quasi) a colpo sicuro i prossimi entranti. Le vie del mercato sono infinite e le cantonate sono sempre dietro l’angolo. Il tutto passerà naturalmente dalla solidità societaria, una annosa questione che pare passata in secondo piano ma che è ancora tutta da svelare. Il leit-motiv “Passiamo alle cose formali” dunque questa volta dovrà essere centellinato con attenzione.

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