Tripletta nell’esibizione per l’addio di Pirlo, e tanta nostalgia

di STEFANO RAVAGLIA

 

C’erano proprio tutti alla kermesse di Andrea Pirlo, che ha dato l’addio e al calcio e ha scelto di farlo in quello che è stato il suo stadio per anni. E c’erano soprattutto tre quarti di Milan che fu: Gattuso, Rui Costa, Zambrotta, Pato, Favalli, Serginho, Maldini e pure Ancelotti. Dall’altra parte tanti amici ed ex compagni di squadra come Vieri e Ronaldo. Ma quando il gol ha visto sbucare dal tunnel Filippo Inzaghi ha sgranato gli occhi di piacere e meraviglia: è parso di vedere una coppia che si riuniva dopo tanto tempo. E i due sono tornati immediatamente insieme: oltre al gol di Shevchenko su cross di Serginho, i tifosi rossoneri presenti hanno rivisto il Pippo che fu. Tripletta e pallone a casa.

Certi amori non finiscono, certi meccanismi e sincronismi nemmeno. La parata di stelle della serata milanese fa impallidire lo stato attuale del calcio italiano: non si sommano i tornei internazionali disputati dai giocatori in campo lunedì sera. Oltre al danno di stagioni magre, una beffa per i milanisti nel vedere un ragazzino che il 9 agosto compirà 45 anni, giocare come fosse una di quelle serate europee delle sue. Sarà il palcoscenico, sarà l’intramontabile voglia, saranno i risultati soddisfacenti del suo Venezia che si appresta a disputare i playoff, Filippo Inzaghi non smette di segnare e magari lo farà pure a 75 anni. Emiliano Mondonico, da lassù, si sarà compiaciuto di nuovo della sua massima: “Non è Inzaghi che è innamorato del gol, è il gol che è innamorato di Inzaghi”. Aveva proprio ragione.

 

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