Tripletta di Prati e rete di Sormani: l’Ajax demolita con quattro reti. Nei Settanta avrebbe vinto tre coppe dei Campioni consecutive

di STEFANO RAVAGLIA

 

La storia è nota e confermata anche da un grande ex rossonero come Giovanni Lodetti. La squadra arriva al Bernabeu, e Nereo Rocco annuncia: “Chi ha paura, resti sul pullman”. Scendono tutti, tranne lui. Il Milan doveva affrontare l’Ajax, nella finale della Coppa dei Campioni edizione 1969. Si gioca il 28 maggio e i rossoneri ci sono arrivati dopo aver superato le britanniche: sofferta vittoria a Glasgow (1-0 al Celtic dopo lo 0-0 dell’andata) ai quarti e una semifinale altrettanto epica con il Manchester United, 2-0 a San Siro e 0-1 all’Old Trafford. In entrambe le occasioni Cudicini, numero uno del Milan, si merita l’appellativo di “ragno nero”: vola da un palo all’altro e respinge l’urto britannico.

La formazione di Madrid è entrata nella storia del Milan come un’altra filastrocca celebre del calcio italiano: Cudicini, Anquilletti, Schnellinger, Rosato, Malatrasi, Trapattoni, Sormani, Lodetti, Hamrin, Rivera e Prati. Proprio quest’ultimo, diviene “la peste”: segna lui in Scozia ai biancoverdi, e si scatenerà anche in finale. L’Ajax è già quella di Crujff in campo e Rinus Michels in panchina: da qualche parte, in Romagna, un giovane calciofilo di nome Arrigo Sacchi sta guardando nascere quel fantastico undici olandese. Prenderà spunto dal suo “calcio totale” applicandolo al suo Milan, due decadi dopo. Non sa ancora che il Milan non vincerà più nell’Europa principale (farà sua una Coppa Coppe nel 1973) e ci vorrà proprio lui, vent’anni dopo quella sera, per tornare dalla Spagna con la terza Coppa dei Campioni sull’aereo.

Il “Telegrafo”, quotidiano livornese che si chiamerà più tardi “Il tirreno”, nell’edizione di quel 28 maggio, titola: “Milan, anche lui sulla luna?”. E’ infatti l’anno del primo passo dell’uomo, Armstrong, sul suolo lunare, che avverrà a luglio. I rossoneri vivranno una serata da favola: Pierino la peste, in quaranta minuti, li porta già sul 2-0. Al quarto d’ora della ripresa una scriteriata entrata di Lodetti in area di rigore, provoca il penalty che Vasovic realizza, accorciando le distanze. Ma c’è poco da fare: Sormani con un fendente fa 3-1, e in chiusura ancora Prati raccoglie un assist al bacio di Rivera, che scarta il portiere ma non riesco a concludere. Il cioccolatino servito sulla testa del bomber rossonero non può che essere messo alle spalle del portiere dei lanceri Bals. L’ultimo quarto d’ora è di accademia, prima che Ortiz fischi la fine e decreti il secondo successo dei rossoneri in Coppa dei Campioni. Il Milan era sulla luna, ma da quel momento in poi si aprirà il grande ciclo dell’Ajax. Che per la rivincita dovrà aspettare il 1995, a Vienna. Ma nel frattempo il Milan, aveva incantato l’Europa ben più dei lanceri.

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