Anche il Milan ha il suo “Karius”: Albertosi, Dida, Sebastiano Rossi. Quando l’errore costa caro

di STEFANO RAVAGLIA

 

In principio fu Albertosi. Nell’ottobre del 1979 il Milan affrontava il ritorno del primo turno di Coppa dei Campioni a San Siro contro i portoghesi del Porto. In Portogallo era finita 0-0, il Milan tornava a giocare una partita della massima competizione europea in casa dopo dieci anni: nel novembre 1969 vinse 1-0 con gli olandesi del Feyenoord ma sprecò tutto al ritorno perdendo 2-0 e uscendo agli ottavi di finale proprio contro chi avrebbe vinto la Coppa pochi mesi più tardi nella finale peraltro giocata proprio a San Siro. Albertosi, portiere dei rossoneri, aveva cucito sulla maglia l’agognato decimo scudetto, vinto pochi mesi prima nell’anno della scomparsa di Nereo Rocco. Dopo un’ora di gioco, Duda calciò una punizione velenosa sì, ma non irresistibile. Arrivato sulla palla goffamente, il numero uno milanista non riuscì a respingerla e venne superato. Uno a zero e addio ai sogni di gloria.

Questa è una storia di numeri uno: dopo le incredibili papere di Karius che hanno regalato la Coppa dei Campioni al Real Madrid, tornano in mente papere europee del passato sulle quali forse abbiamo imparato a ridere su, a distanza di anni. Dopo Albertosi, Sebastiano Rossi: record di imbattibilità, grande carattere (forse troppo) e anche tanti errori. Come quello che nel dicembre 1996 costò un’altra eliminazione europea: a inizio dicembre il Milan gioca in casa contro i modesti norvegesi del Rosenborg, già battuti in trasferta 4-1, l’ultima giornata del girone di qualificazione ai quarti di finale della Champions League. C’è in palio la Juventus: sarebbe la prima sfida ai bianconeri in Europa, sette anni prima di Manchester 2003. E invece passano loro: sull’1-1, una scriteriata uscita del numero uno rossonero permise a tale Heggem, sparito dalla circolazione calcistica dopo il suo ritiro proprio nel 2003, di superare Rossi e buttar fuori il Milan dall’Europa.

Nel 2000 invece, è la volta di Dida: i rossoneri sono ancora in Champions League e nel girone devono affrontare il Leeds. Ad “Ellan Road” il 19 settembre, seconda giornata, un acquazzone batte forte per novanta minuti e quando la partita pare destinata a uno 0-0 Lee Bowyer scaglia un destro da fuori area apparentemente senza pretese. Non si sa come e perché, probabilmente per via del terreno scivoloso, la respinta di Dida, che soleva rischiosamente fermare questi tiri in due tempi aiutandosi con un rimbalzo sul terreno, finisce goffamente alle sue spalle decretando la sconfitta dei rossoneri. Non pregiudicò il passaggio del turno, ma fu un duro colpo per il brasiliano. Nel tempo però, come ben noto, avrà modo di riscattarsi.

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