Agostino Di Bartolomei: il capitano triste con la pistola nella mano

di MATTEO ANOBILE

Agostino Di Bartolomei è nato l’8 aprile 1955 nella capitale, quartiere di Tor Marancia ai confini con i quartieri Ardeatino e Garbatella. Cresce nelle giovanili della Roma, venendo valorizzato da colui che poi diventerà il suo maestro: Nils Liedholm, il quale lo fa giocare davanti alla difesa, diventando il precursore del regista arretrato. Diba o Ago (come preferite) aveva dei piedi goniometrici, con eccelsa capacità di pescare il compagno, con una dinamite al posto del piede.

Di Bartolomei vince lo scudetto del 1983 da capitano con i giallorossi, l’anno successivo il 30 maggio 1984 perde la finale contro il Liverpool all’Olimpico,data che segnerà drasticamente la sua vita. Dalla stagione 84/85 passa al Milan nonostante fosse un piccolo diavolo, lui segue il suo mentore (il Barone) e in rossonero ci sta tre anni, lasciando un bellissimo ricordo. Il 28 ottobre 1984 a San Siro è in programma il derby che i rossoneri non vincono da troppi anni, l’Inter passa in vantaggio con Altobelli. Ad inizio ripresa, proprio Diba sfrutta una torre di Virdis che con una sassata dentro l’area trafigge Zenga, il Milan poi vincerà 2-1 il derby con un gol storico di Hatley. Nella stessa stagione realizza il gol dell’ex proprio contro la Roma con una percussione conclusa da un perfido rasoterra condita da un’esultanza. Proprio nella gara di ritorno, i suoi ex compagni gliela fanno pagare, provocandolo e picchiandolo, finirà in rissa con Graziani e Conti.

La sua storia con il Milan, si chiude nel 1987, il 30 maggio 1994 esattamente dieci anni dopo la finale di Roma, nella sua abitazione nel salernitano, con un colpo di pistola al cuore, decide di farla finita. La depressione e la delusione per quella sconfitta mai assorbita hanno fatto si che prendesse questa terribile scelta. Venditti lo ha voluto ricordare con una canzone, “Tradimento e perdono”…dove lo esorta a “cancellare la pistola dalla mano”. Un uomo schivo e fragile ha perso la partita piu’ infima, contro la depressione. Buon riposo CAPITANO

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