di Alberto Felchilcher

In queste ultime settimane in casa Milan non si parla d’altro del no dell’Uefa al settlement agreement. In via Aldo Rossi nessuno ha intenzione di mollare e da diversi giorni si sta lavorando per preparare la difensiva da presentare alla camera giudicante. Intorno al 7 giugno il Milan dovrebbe essere convocato a Nyon, mentre circa una settimana dopo è attesa la sentenza da parte della UEFA.

Questo è quanto riporta La Gazzetta dello Sport odierna che sottolinea come il Milan dovrà produrre elementi nuovi per migliorare la posizione in tema di Fair play finanziario. Un gruppo di lavoro guidato dall’ad Marco Fassone e dal direttore finanziario Valentina Montanari sta elaborando le argomentazioni ritenute più idonee per convincere la Uefa che il Milan non merita la sanzione peggiore, cioè l’esclusione dalle Coppe europee.

La tesi difensiva della società rossonera, come spiega sempre il quotidiano rosa, si baserà sulle garanzie utili a dimostrare la continuità aziendale e la sostenibilità finanziaria a prescindere da eventuali cambi di proprietà. Il Milan punterà poi pure sul “peso” grande che ha in una competizione europea, anche a livello di indotto. Un piano studiato che verrà perfezionato nelle prossime settimane, sperando di convincere, finalmente, la UEFA.

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