Lo Shakhtar Donetsk lo ha cresciuto e forgiato sotto la sapiente guida di Mircea Lucescu, ora Luiz Adriano è pronto a conquistare San Siro a suon di gol

Dalla calda e sudamericana Porto Alegre alla gelida ed ucraina Donetsk, dal sud del Brasile ai confini con la Russia, questo è stato il percorso di Luiz Adriano de Souza da Silva, per tutti Luiz Adriano, il quale ha trascorso la sua vita tra due città così diverse tra loro. Cresciuto nelle giovanili dell’Internacional, gloriosa squadra biancorossa della capitale del Rio Grande do Sul ed acerrima rivale dell’altra illustre concittadina, il Gremio, Luiz dimostra fin da subito di essere un numero 9 interessante e dal talento notevole, così come l’altro campioncino delle giovanili biancorosse, quell’Alexandre Pato già capace di trascinare i suoi alla conquista della Copa Libertadores del 2006 e l’anno dopo approdato proprio in quel Milan che sarebbe stato nel destino di Adriano. Anche Luiz, classe ’87, esordisce in quel magico 2006 e senza rendersene conto è già campione del mondo. L’Internacional vince infatti il Mondiale per Club ai danni del Barcellona, ma nella semifinale contro gli egiziani dell’Al-Ahli sono proprio i due ragazzini terribili, il “Papero” ed Adriano, a siglare i gol che spalancano le porte della finale al “Colorado“, soprannome storico dell’Internacional. Tempo di disputare 12 partite e 3 gol nel Brasileirao che subito ha gli occhi addosso dello Shakhtar Donetsk, squadra dalle notevoli risorse economiche e decisa a conquistare l’Europa con una colonia di brasiliani. Il 2 marzo 2007 gli ucraini versano 3 milioni di euro nelle casse dell’Internacional e così il ventenne Adriano si trasferisce in quel Vecchio Continente che tutti i giovani calciatori verdeoro sognano. Ma non finisce in Spagna, Italia ed Inghilterra, bensì nella fredda e così culturalmente differente Ucraina.

L’IDOLO DI DONETSK – Dopo una prima stagione di normale assestamento, Mircea Lucescu comincia a forgiare il carattere di questo numero 9 dal gran fiuto del gol e dai movimenti rapidi e difficili da contenere, dandogli subito un ruolo di grande importanza in uno spogliatoio dove i brasiliani la fanno da padrone. Sarà anche questo affiatamento da connazionali a cementare la forza di uno Shakhtar che nel 2009 stupisce l’Europa, andando a conquistarsi la prima Coppa Uefa della storia dell’Ucraina. Come nel Mondiale per club anche qui Adriano lascia il segno, 3 gol nelle 8 partite giocate, col sigillo della prima rete nel 2-1 finale con cui gli arancioneri spezzano i sogni di gloria del Werder Brema di Ozil e Diego. In patria lo strapotere dello Shakhtar è incontenibile, nemmeno la gloriosa Dynamo Kiev e gli emergenti Dnipro e Metalist riescono a contenere la fame di titoli degli ucraini, che tra il 2007 ed il 2014 conquistano tutti e 6 i campionati in palio, a cui si aggiungono 4 Coppe d’Ucraina e 5 Supercoppe nazionali.

RE D’EUROPA – L’impatto del brasiliano è sempre più crescente in campionato, dove nel 2013/2014 timbra 20 reti in campionato, per un totale di 77 reti nelle 162 partite disputate nella lega ucraina, a cui si aggiungono i ben 32 centri in Europa, di cui 23 in Champions League, dove nel 2014/2015 ne è capocannoniere con 9 centri, di cui ben 8 rifilati al malcapitato Bate Borisov, triturato da andata e ritorno. Il record di 5 reti segnate nella gara d’andata in Bielorussia eguaglia quello di Leo Messi contro il Bayer Leverkusen negli ottavi di due anni prima. E’ solo un record, ma dimostra la fame di gol di questo ragazzo, che però sempre in Champions (annata 2012/2013) si rende protagonista di un episodio spiacevole nella fase a gironi contro i danesi del Nordsjaelland. Siamo sull’1-0 per i danesi, quando a gioco fermo Willian tenta di restituire il pallone agli avversari, ma improvvisamente Adriano si avventa sul pallone segnando l’1-1 tra lo stupore generale. Danesi imbufaliti ed immagini che fanno il giro del mondo, creando una brutta reputazione ai danni del bomber verdeoro.

BENVENUTO A MILANO – Ed ecco, nella giornata di ieri, l’arrivo in quel di Milano per 8 milioni di euro pagati a 6 mesi da un contratto in scadenza che Adriano non voleva più rinnovare. Ingiustamente escluso dalla catastrofica Copa America disputata dal Brasile di Dunga, il brasiliano cerca un posto nella Seleçao attraverso i gol e le giocate in maglia rossonera, dove può formare una coppia affiatatissima con l’altro colpo di mercato rossonero, Carlos Bacca. Un 9 con senso del gol, ma anche con la predisposizione al gol e dalla notevole accelerazione palla al piede; le premesse per far bene ci sono tutte, ora tocca all’ex compagno del Papero, sperando in un finale decisamente migliore.

Enrico Cunego

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