Ventisei anni fa la vittoria in Supercoppa Italiana contro il Parma

di STEFANO RAVAGLIA

 

Estate movimentata quella del ’92 per la tifoseria rossonera. Tutti di corsa alle filiali Cariplo per assicurarsi un posto a San Siro per la imminente nuova stagione, figlia di uno scudetto sensazionale ottenuto senza perdere una partita. L’annata 1992-93 registrerà il record di sempre di abbonati: oltre 72.000. Nel frattempo, il 30 agosto, c’è già il primo trofeo in palio. Il Milan torna a giocare la Supercoppa Italiana, il trofeo che mette davanti la vincente dello scudetto e della Coppa Italia, inaugurato proprio nel 1989 dai rossoneri campioni d’Italia che sfidarono e batterono la Sampdoria 3-1.

Avversario di quella estate in cui arrivano in rossonero Boban, Savicevic e Papin, è il Parma di Nevio Scala, che avrà altrettanto fortuna vincendo nove mesi dopo la Coppa delle Coppe.
Per la verità, vuoi per le ferie o per un richiamo non così appetibile, San Siro non è certo esaurito. Poco importa, il Milan fa il Milan e schiera tutta l’artiglieria pesante: Gullit, Van Basten e Papin. È l’olandese a portare avanti i suoi con un gol piuttosto rocambolesco dopo un quarto d’ora, e a fine primo tempo i gialloblu pareggiano con un rigore di Melli. Poi entra lui. Provvidenza Massaro non si fa pregare e di opportunismo, a venti minuti dal termine, porta il Milan sul 2-1. Il risultato non cambierà più, e in via Turati arriva la seconda Supercoppa Italiana. Diventerà una piacevole abitudine: nel 1993 e nel 1994 altri due successi. Era iniziata l’ultima stagione degli olandesi e la rincorsa alla nuova Champions League che il Milan perderà a Monaco contro il Marsiglia. Ma la storia aveva deciso che il ciclo del Milan era tutt’altro che chiuso.

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