di STEFANO RAVAGLIA

Non c’è due senza tre. Dopo le vittorie del 1992 e del 1993 a Washington contro il Torino, il Milan di Capello centra la quarta affermazione in Supercoppa Italiana il 28 agosto di 24 anni fa. A San Siro arriva la Sampdoria di Eriksson, Mancini, Platt e Mihajlovic, che ha alzato la Coppa Italia in maggio. E’ una sfida del destino per Ruud Gullit: l’olandese è appena tornato in rossonero dopo la parentesi blucerchiata, ma vi rimarrà soltanto poche settimane, prima di far ritorno ancora a Genova in un flipper curioso.

Quella sera, San Siro pare abbia già iniziato a fare l’abitudine ai successi e non si presenta con una adeguata cornice di pubblico. La Sampdoria passa per prima nel primo tempo proprio grazie a una punizione di Mihajlovic, specialista del mestiere, ex Stella Rossa e Roma. Soltanto a pochi minuti dalla fine, su cross di Simone, Gullit batte Zenga di testa su traversone di Simone, con l’ex interista che tocca il pallone ma senza riuscire a toglierlo dalla porta. Uno a uno, e subito calci di rigore, come prevede il regolamento. Il Milan segna tutti i suoi, nei blucerchiati sbaglia una ex conoscenza di lusso, Evani, e proprio Mihajlovic, che colpisce la traversa. Fine dei giochi e trofeo al Milan. Per rivederlo nella bacheca rossonera dovranno passare altri dieci anni.

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