Manca ancora freschezza fisica, ma la sosta con un solo punto in classifica sarebbe stata deleteria. Buone indicazioni generali

di STEFANO RAVAGLIA

 

Il sospiro di sollievo alitato su San Siro dai 57.000 presenti, ieri sera, si è sentito sino alla periferia di Milano. Seccante vedere un Milan operoso, combattivo, seppur non sempre precisissimo, uscire con un solo punto contro una Roma che aveva fatto ben poco per impensierire Donnarumma, vittima dei pasticci tattici di Di Francesco. E invece, implacabile come lo furono in passato due goleador di scorta come Massaro e Jon Dahl Tomasson, ecco la sentenza di Cutrone nel recupero. Ma come è andato questo Milan-Roma? Meglio i rossoneri nel primo tempo, non velocissimi ma efficaci e con tanta applicazione. Calhanoglu e Higuain non hanno mai sbagliato soluzione, aprendo gli spazi dentro cui Kessié, con successo in occasione del vantaggio, Bonaventura e Biglia si inserivano spesso e volentieri. Jack non è stato così incisivo come a Napoli, mentre l’argentino ha disputato forse una delle sue migliori partite da quanto veste la maglia del Milan, anche se può fare ancora molto di più e appare ancora lontano dai tempi laziali.

Chi scende sotto la sufficienza, o se la prende appena stiracchiata, è Suso: lo spagnolo non cambia passo pur sfornando una quantità industriale di cross. Attiva la corsia di destra con Calabria, ma finalmente anche a sinistra Rodriguez dimostra di tornare ai suoi livelli. Lo svizzero non ha mai impressionato oltre modo ma non è quello il suo scopo. Difende, spinge e supporta la manovra senza sbavature, e confeziona un passaggio lungimirante e stilisticamente perfetto per l’accorrente Kessié che non può che trasformare in oro. Il Milan gioca corto, un po’ come aveva fatto a Napoli almeno sino al 2-0, compatto e senza concedere troppo a una Roma troppo addormentata per essere vera. E Higuain? Prende bei voti sui giornali di oggi, ed è la misura di quanto voglia dire essere decisivi senza segnare. Oltre a una smanacciata di Olsen che gli avrebbe anche regalato il meritato gol, e la marcatura annullata per un non nulla nella ripresa, c’è una partita da “tuttocampista” e da leader quale è un giocatore di quel tipo. Incoraggia i compagni e impreca se non ha assistenza necessaria, prova la conclusione nonostante sia chiamato a giocare lontanuccio dalla porta per aprire gli spazi ai compagni. Gli riesce tutto e così è ancora più bello: la perla è l’assist al bacio per il colpo di coda del numero 63. Il Milan, il 16 settembre ripartirà da qui, da un gruppo di singoli che stanno divenendo squadra.

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