di STEFANO RAVAGLIA

 

E alla fine Caldara si accomoda di nuovo in panchina. Gattuso, per la trasferta di Cagliari, opta ancora per Musacchio al fianco di Romagnoli, confermando il tridente titolare Suso-Higuain-Calhanoglu. Il Milan torna in campo dopo due settimane e la vittoria all’ultimo respiro con la Roma a San Siro. Nel Cagliari torna lo squalificato di lungo corso Joao Pedro con il 10. Si gioca subito in pochi metri e in poco spazio, con il Cagliari che pressa alto i gattusiani. Dopo una conclusione alta di Bradaric e un traversone di Suso che mette in difficoltà Cragno che allontana di pugno, al quarto minuto i rossoblu sono già in vantaggio: sul destro di Pavoletti il pallone colpisce il palo, la ribattuta finisce sui piedi di Pavoletti che non è seguito da nessuno e con un tiro sporco ma efficace supera un Donnarumma non certo impeccabile. Il Milan è tramortito e il Cagliari insiste con palloni vaganti in area e una conclusione sbilenca che esce di molto, ma è un ritmo che i rossoneri non riescono a reggere, sorpresi dall’avvio cagliaritano. Al decimo, Calhanoglu riporta il Milan ad affacciarsi in avanti con un destro che termina sul fondo. Due minuti dopo colossale disattenzione di Bonaventura che con un retropassaggio regala palla a Farias che per fortuna dei rossoneri scivola e non controlla il pallone praticamente davanti a Donnarumma. Al minuto 14 insistita azione di Rodriguez che calcia di potenza trovando Cragno in tuffo a deviare. Ma sono ancora i padroni di casa ad andare vicini al 2-0: su azione d’angolo, per l’ennesima volta nessun rossonero va a chiudere l’uomo che arriva, in questo caso Barella, e per il Cagliari arriva un altro clamoroso palo. Nella fase centrale del primo tempo i ritmi calano, ma al minuto 27 è ancora Bonaventura il protagonista in negativo: su un cross di Calabria che taglia fuori l’intera difesa avversaria, il numero 5 sbuca dalle retrovie calciando debolmente alto a porta spalancata. Il Cagliari decide di non spingere più, si abbassa e i rossoneri hanno la totale padronanza del pallone, pur trovando pochi varchi e attaccando con costante imprecisione e poca velocità. Il fischio finale della prima frazione di gioco per Gattuso arriva quasi come un sollievo.

La ripresa, senza cambi da ambo le parti, inizia com’era finito il primo tempo, cioè con il Milan che si piazza nella metà campo cagliaritana e impensierisce subito Cragno con l’ennesimo traversone di Suso da sinistra, smanacciato in calcio d’angolo dal numero uno avversario. Dopo una punizione dello spagnolo sul quale non arrivano né Musacchio né Romagnoli, al decimo ecco il primo gol in rossonero di Higuain: sulla pressione di Kessié che vince un rimpallo, il pallone finisce all’argentino che fa fuori Cragno di prima e deposita in rete a porta vuota per il pareggio del Milan. Riagguantata la situazione, il Milan si riposiziona in avanti con un lungo possesso, attento a non rischiare l’imbucata che non arriva. All’ora di gioco, Joao Pedro, sfinito, lascia il posto a Sau. Alla ripresa del gioco, Higuain ha una buona occasione ma il suo tiro viene rimpallato un paio di volte prima che Cragno gli chiuda lo specchio non senza difficoltà. Cambio anche per Gattuso: fuori Bonaventura, dentro Bakayoko. In prossimità della mezz’ora esce anche Calhanoglu ed entra Castillejo, ma al contrario dei complimenti ricevuti contro la Roma (per ben poco, però…) lo spagnolo non trova alcuno spunto utile. Partita bruttina nell’ultimo quarto d’ora dove il Cagliari cambia anche Castro con Dessena, e non si annotano vere palle-gol per entrambe le formazioni, fin quando, a recupero iniziato, ancora Suso calcia alla solita maniera con Cragno che devia con la punta delle dita e Higuain troneggia su un traversone da sinistra sfiorando il pallone di testa che esce di poco. Nel finale viene ammonito Kessié per una entrata su Barella. Finisce 1-1, e il Milan, pur essendo riuscito a raddrizzare una situazione di grande difficoltà, preoccupa per il primo quarto d’ora da incubo, le diverse imprecisioni e una ricorrente confusione di fondo, con la parziale scusante del poco tempo per preparare la gara e i molti nazionali affaticati. Giovedì iniziano gli impegni a intervalli di tre giorni: esordio in Europa League in Lussemburgo. Qualcosa di più e di meglio andrà per forza fatto.

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