Massimo risultato con il minimo sforzo per la squadra di Gattuso, che però ancora non convince

ALESSANDRO DALL’APA

Massimo risultato col minimo sforzo, questo è quello che emerge in casa Milan, dopo la vittoria esterna in Europa League contro i modesti lussemburghesi del Dudelange.
Vero gli uomini di Toppmoller ci hanno messo cuore e hanno mostrato una sorprendente organizzazione soprattutto nel primo tempo , come c’è anche l’attenuante di aver visto in campo, molti giocatori con pochi minuti nelle gambe per giunta tutto assieme.

Ma è alquanto imbarazzante vedere la mancanza di voglia, di idee, di qualità, di rapita e di cattiveria dei rossoneri.
Dimostrazione del dislivello tecnico tra i titolari con le cosiddette riserve, soprattutto a centrocampo .
Inoltre accresce ancor di più la preoccupazione che si era intravista a Cagliari, cosa serve avere un attaccante del calibro di Higuain se non lo si serve a dovere?

Il Pipita, l’unica certezza, l’unico in grado di risolvere i problemi, non solo leader tecnico in campo ma anche indiscusso trascinatore.
Eppure le prestazioni incoraggianti viste ad agosto con Napoli e Roma avevano fatto vedere un barlume di speranza.
La sensazione è che la squadra di Gattuso, quando gioca con avversari di calibro superiore riesce ad avere l’approccio giusto, a stare in partita, a fare il proprio gioco , a sfruttare il campo aperto, mentre quando trova avversari di caratura inferiore, fa uscire i propri limiti , soffrendo clamorosamente i ritmi alti e la mancanza di spazi.
La speranza è di poter ritrovare presto, il Milan delle prime giornate e di invertire il trend già da domenica contro l’Atalanta.
Note positive di giornata, l’affidabilità del duo Caldara -Romagnoli, la prestazione di Bakayoko, alcuni sprazzi di Castillejo e naturalmente Higuain.

share on:

Leave a Response