Il turco in questo avvio di stagione sembra avere un periodo di appannamento, bisogna ritrovare al più presto il vero Hakan

DI ALESSANDRO DELL’ APA

Dopo l’ottima prestazione contro la Roma, susseguita ad un buon finale della scorsa stagione, al rientro dalla sosta delle nazionali , uno dei calciatori fondamentali per l’economia del gioco di Gattuso, Hakan Calhanoglu, sta vivendo un momento d’involuzione.
Probabilmente sono solo circostanze ed il numero 10 rossonero si riscatterà già a cominciare da Giovedì al “ Castellani”, tuttavia il suo apporto è d’importanza vitale. C’è da dire pure che il nativo di Mannheim ,anche lo scorso anno ebbe un avvio simile, ma aveva tutte le attenuanti del caso: un allenatore (Montella) che non credeva in lui, il fattore psicologico di una realtà nuova, l’eccessivo tatticismo del calcio italiano, una posizione in campo non congrua alle sue potenzialità e la squalifica subita nel gennaio 2017, a causa di quel trasferimento annullato col Trabzonspor.

L’avvento di Rino Gattuso sulla panchina rossonera, gli diede autostima e, pian piano, il turco si prese la scena di San Siro, coi suoi cambi gioco letali , i suoi cross precisi , le sue giocate sempre imprevedibili, formando con R.Rodriguez e Bonaventura, un asse devastante per le retroguardie avversarie. L’idea del 10, soprattutto nella tradizione rossonera, vedi i vari Rivera, Gullit, Savicevic, Boban, Rui Costa e Seedorf, è poesia.
Genio applicato all’interno del terreno di gioco, vista la sua giovane età non ci si aspetta dall’ex Bayer Leverkusen già questo, ma solo di sfruttare appieno le sue qualità e di crescere passo passo, seguendo meticolosamente i consigli di Rino  e dei senatori rossoneri, in quanto ha talento da vendere e può diventare un fuoriclasse. Deve migliorare pero’ sul piano fisico e mentale, è inaccettabile che ogni gara cali dopo un’ora. Emblema di ciò è la sfida dello “Juventus Stadium” della scorsa vigilia di Pasqua, quando dopo una prestazione meravigliosa, rovino’ tutto non riuscendo a rientrare e a chiudere su Cuadrado, nell’occasione del vantaggio bianconero.
Finché Calhanoglu  fu in partita, i rossoneri giocarono alla grande, quando calo’ la vecchia signora prese il sopravvento e vinse l’incontro.
Per rimediare a questo, bisogna limitare al massimo i compiti difensivi del turco, in quanto un giocatore della sua classe deve essere libero di esprimersi e di sfruttare le sue doti .

Magari si potrebbe cambiare nuovamente posizione. Allora perché non provarlo trequartista in un 4-2-3-1 o in un 4-3-1-2, suo ruolo naturale? Oppure perché Gattuso non segue le orme del maestro Carlo Ancelotti ?
Inventandolo regista alla Pirlo, avrebbe tutte le qualità e attitudini per farlo. Per Hakan questo nuovo ruolo , potrebbe essere quello della consacrazione definitiva e, per il Milan , la sua nuova posizione fondamentale , per trovare la quadra giusta ed alzare il livello tecnico tattico.

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