Il 18 ottobre 2000 parata di stelle in Champions League: Rivaldo fa una tripletta, ma Albertini e José Mari rispondono

 

di STEFANO RAVAGLIA

 

La porta sotto agli anelli blu, patria del tifo rossonero, starà ancora tremando. Nel settembre di diciotto anni fa, tornavano in campo in una partita ufficiale una contro l’altra il Milan e il Barcellona. Non si erano più affrontate da quella sera del 1994 che tutti i tifosi rossoneri conoscono: 4-0 ad Atene, Coppa dei Campioni e trionfo. Il giorno 26 era finita 2-0 per il Milan al Camp Nou con due reti di testa di Coco e Bierhoff. Il 18 ottobre invece, la partita di ritorno a San Siro. Nel girone H ci sono anche Leeds e Besiktas e la finale, il 23 maggio 2001, sarà proprio nell’impianto milanese. E’ il Milan di Zaccheroni, al quale quella Champions League costerà cara: l’eliminazione nel secondo girone dopo l’1-1 col Deportivo La Coruna sancirà il suo esonero. Il Barcellona è allenato da Serra Ferrer e in campo schiera la stella Rivaldo e un ventenne che ha già esordito in blaugrana a 18 anni: si chiama Xavi.

E’ una partita fantastica: proprio Rivaldo sblocca la situazione al 18° con una punizione che passa sotto ad Ambrosini e Bierhoff, ma poi sale in cattedra Demetrio Albertini. Non nuovo ad autentiche bombe che hanno bucato i portieri avversari, tra cui Preud’Homme, portiere del Monaco, che nel 1994 fu trafitto dal numero 4 rossonero in semifinale, anche Dutruel, portiere del Barça, deve subire la stessa sorte. Nel giro di quattordici minuti, prima con una conclusione da fuori più o meno dalla stessa mattonella, poi su una punizione dove questa volta è la barriera del Barcellona a non essere impeccabile, Demetrio porta il Milan sul 2-1. Prima dell’intervallo però, nuovo pareggio d Rivaldo, ma prima di entrare, la sua punizione sbatte sulla schiena di Abbiati dopo aver colpito la traversa. Finita? Nemmeno per sogno. Il Milan rientra negli spogliatoi di nuovo in vantaggio: su una conclusione ravvicinata di Bierhoff respinta dal portiere, è il redivivo José Mari a segnare il 3-2.  Sino a una ventina di minuti dalla fine, il Milan pare reggere ma la caratura dell’avversario e il prestigio della partita, fanno presagire altro. E infatti, al minuto 68, Gattuso si fa saltare un po’ banalmente proprio da Xavi, e sul traversone ancora Rivaldo, questa volta in tuffo di testa, sigla il definitivo 3-3. “Non una semplice partita, un romanzo d’avventura”, scriverà Il Giornale il giorno seguente. Andò proprio così.

 

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