Maldini, attuale Direttore sviluppo strategico area Sport del Milan ha ricordato la sua brillante carriera nel club rossonero e ha parlato a proposito della sfida delle milanesi

 

di SARA PELLEGRINO

 

Grande Campione rossonero, ora veste i panni da dirigente per i colori che lo hanno sempre accompagnato. Fedele Capitano e abile con entrambi i piedi, oggi era presente al Festival dello Sport a  Trento. L’ex Capitano è salito sul palco e ha parlato dei suoi successi con il Milan, della sua ascesa e di tutto quello che questo Club gli ha donato. Maldini ricorda ancora bene il suo provino nel settembre del 1978 e il suo debutto il 20 gennaio 1985:  ”Era libero il ruolo di ala destra, ho provato e mi hanno preso subito. Fino a quel giorno non pensavo di poter essere in grado di giocare in A. Una volta conclusa la partita, mi son detto che potevo farcela. C’era incoscienza, anche nell’allenatore che mi mise dentro a 16 anni”.

Ecco alcune dichiarazioni di Paolo Maldini per la Gazzetta dello Sport.

Le sue sensazioni in questo suo primo Derby da dirigente: ‘’Ormai ho smesso di giocare da 9 anni per cui è da un po’ che mi sono abituato a guardare le partite da tifoso. E’ chiaro che vederle da dirigente è un’altra cosa, c’è una maniera più analitica di guardare una partita ma c’è anche molta emotività per cui cerco di trattenermi. La tensione c’è senza dubbio’’.

Le sue sensazioni riguardo questo Derby in relazione alla squadra: ‘’La squadra sta bene. Naturalmente c’è il problema di avere giocatori impegnati nelle Nazionali per cui i rientri non ci saranno prima di martedì/mercoledì prossimo. Milan e Inter sono squadre che stanno bene e sono in crescita sul Campionato. Noi vogliamo lottare fino alla fine’’.

Riguardo a Gattuso: ‘’E’ molto più tranquillo di quello che fa vedere all’esterno. Questa tranquillità è dovuta al fatto che è consapevole del suo lavoro, riconosce che sta lavorando bene, sa che c’è fiducia da parte della società e sa che la squadra recepisce quello che dice’’.

L’effetto di raccontare sul palco di tutti i suoi trionfi: ‘’Fa  abbastanza effetto perché non è molto il mio campo. Il mio campo è quello verde, rettangolare e con le due porte. Diciamo che ci si abitua e spero di ricordarmi tutto perché la mia memoria piano piano sta andando via’’.

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