di STEFANO RAVAGLIA

 

L’Europa per ripartire. Dopo la beffa nel derby, Gattuso ha la possibilità di invertire la rotta nin Europa League: a San Siro scende il Betis e la sua nutrita schiera di tifosi che occupa Piazza Duomo sin dal pomeriggio. Fuori Suso e Calhanoglu, dentro Borini (platinato) e Castillejo. In difesa, Zapata con Musacchio, e una nuova chance a centrocampo per Bakayoko. Squadre timide in avvio e ritmi bassi, il primo sussulto arriva al 4°: su un errore di Reina, Sanabria non ne approfitta calciando alto. I ritmi sono bassi, il Milan non cambia passo ma per la verità il Betis pecca di imprecisione e resta compassato. Dopo un tiro di Bakayoko deviato e un tentativo di Higuain fuori di poco, alla mezz’ora passa il Betis. Lo Celso va al contrasto con Zapata ed è fortunato nel rimpallo, seppur il colombiano potesse fare di più. Palla al centro per Sanabria che appoggia a porta sguarnita sull’uscita di Reina. Il Milan accusa il colpo e il Betis insiste: Sanabria mette dentro il raddoppio ma è evidentemente in fuorigioco. Nei rossoneri troneggia su tutti un puntuale romagnoli, mentre Bakayoko va ancora in difficoltà e viene beccato dall’impaziente pubblico di San Siro. La cosa desolante è che pare che il Milan non abbia la forza di muoversi o cambiare ritmo: e dire che il Betis non è tanto più veloce. Laxalt prova spesso a sfondare a sinistra e a inventare qualcosa, ma viene chiuso. Sulla sua corsia, Borini non offre alcun apporto. Biglia in mezzo al campo perde palle sanguinose e su una di queste ancora Sanabria ha la possibilità di calciare ma viene beccato di nuovo in posizione irregolare. Ben più ghiotta l’occasione per il numero 9 al minuto trentotto, quando calcia alto al volo da ottima posizione. Primo tempo sanguinoso che il Milan conclude sotto i mugugni di San Siro e con Higuain che si fa ammonire per proteste dopo aver, a suo dire, subito fallo in area. Da quella posizione, però, solo davanti a Lopez, l’argentino doveva segnare.

Per l’ennesima volta Gattuso corre ai ripari, sconfessando ancora una volta le sue scelte o forse evidenziando ancora una volta la pochezza dei ricambi: dentro Suso e Cutrone, fuori Borini e Bakayoko, ancora una volta improponibile. Si passa al 3-4-1-2 ma il canovaccio non cambia: il Betis va vicino due volte al raddoppio con due conclusioni di Lo Celso e Junior, finite fuori, e coglie al decimo di questa ripresa con un euro-gol di Lo Celso che, liberissimo, ha il tempo di calciare da 25 metri e battere Reina con un pallone che si infila in rete dopo aver baciato il palo. Il Milan continua a non cambiare passo quando ha il pallone, e a non alzare il pressing quando dovrebbe aggredire. All’ora di gioco Biglia calcia alto da buona posizione ed è quanto di più nitido riescano a fare i rossoneri sino a quel momento. Che sono però anche sfortunati: a diciotto dalla fine, gran sinistro dalla distanza di Castillejo che si stampa sul palo. Il match trotterella sino a otto dal termine, quando un lampo di Cutrone riapre la partita. Sul centro basso del numero 7 spagnolo, la punta rossonera buca Lopez e regala speranza. Vana però: nonostante i 6 minuti di recupero, c’è spazio per una sequela di proteste dei rossoneri dopo un fallo su Castillejo in area che sarebbe dovuto essere punito col rigore. Un Milan pessimo per almeno 70 minuti, perde ancora. Così, proprio non va.

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