Intervista esclusiva a Martina Hamdy, appassionata di sport e tifosissima del Milan

 

DI DOMENICO VARANO

-Di recente l’abbiamo ammirata a “Tiki taka”, un programma molto seguito dai tifosi rossoneri. Le piacerebbe condurre un programma che parla di calcio?
“Mi piacerebbe molto ! La conduzione è un ruolo che io amo da sempre, amo l’arte del linguaggio e l’utilizzo della dialettica per dare informazioni. Mi tengo sempre aggiornata su quello che succede nel mondo calcistico. Sicuramente trovarsi al timone di un programma sportivo comporterebbe un impegno e degli studi costanti , amo le sfide e sarei felice di accettarne una simile ! Inizialmente è stato così anche con la meteorologia, prima di iniziare a condurre il meteo mi sono cimentata con lo studio del linguaggio appropriato della materia”.
Abbiamo letto che lei è tifosa del Milan, che ama molto lo sport. Da dove nasce la sua passione per lo sport?
“Amo lo sport da sempre  e guardare le partire di calcio mi ha sempre entusiasmata. Sono tifosa del Milan dall’età dell’asilo e, mia sorella milanista, tutte le domeniche andava a vedere le partite allo stadio, quindi nella mia famiglia è normale che le donne siano appassionate di calcio”.
-Il Milan di Gattuso sta facendo molto bene dopo una partenza difficile. Cosa ne pensa del nuovo arrivato Piatek?
“Personalmente fin da subito sono stata felice nel vedere Gattuso come allenatore, un vecchio cuore rossonero che ha tutte le carte in regola per diventare l’emblema della rinascita del Milan. Per quanto riguarda l’arrivo eccezionale di Piatek, spero possa diventare il bomber tanto desiderato e sono certa che porterà delle grandi soddisfazioni alla squadra”.
Favorevole a una modifica e un rafforzamento del Var?
“È uno strumento che dovrebbe eliminare gli errori di arbitraggio più clamorosi e a parer mio sarebbe necessario un rafforzamento di questo mezzo con un utilizzo più ampio.
Andrebbero visionati tutti gli episodi e gli errori arbitrali , sarebbe giusto dare più voce al Var”.
La redazione di MilanCafe24 ringrazia Martina Hamdy per l’intervista
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