Ennesimo match segnato dai pesanti errori arbitrali. Il Milan penalizzato con Samp e Juventus deve reagire. Gattuso cambi modulo

 

DI DOMENICO VARANO

Ci fosse stato Galliani, ieri sarebbe sceso in mix zone e avrebbe parlato chiaro su un arbitraggio che definire scandaloso è poco. Il Milan però da tempo non protesta e,  se lo fa, si pone con garbo, usando uno stile che forse in Italia non paga. Le parole di Leonardo a fine gara, sono conunque un segnale che Elliott e il Milan sono stanchi di subire torti, e che certi rigori è impossibile non vederli. A cosa serve lo strumento del Var, se poi Fabbri non vede un rigore che hanno visto da Parigi? A niente. Il Milan non sta certamente attraversando un momento di grande lucidità, ma da un paio di partite sembra finito nel mirino di una classe arbitrale che sbaglia sempre a senso unico. Ora basta! Se quel fallo di mano lo avesse commesso Calabria, alla Juventus sarebbe stato concesso un rigore. In stagione ne abbiamo visti concedere per molto meno.

Si potrebbe obiettare che il Milan era comunque andato in vantaggio e che si é lasciato riprendere in maniera ingenua, ma non si tratta solo del penalty non visto, perché non ci è piaciuto l’atteggiamento di Fabbri, arbitro di Ravenna, che viste le prestazioni dovrebbe dedicarsi ad altro. Ci sono in ballo una qualificazione Champions e 50-60 milioni di euro, in un finale di stagione che a questo punto diventa indecifrabile. Le due romane sono a ridosso del quarto posto, idem l’Atalanta e il Toro di Mazzarri. É impossibile capire chi arriverá quarto con sette finali da giocare, ma é possibile capire chi potrebbe essere la vittima sacrificale di questa appassionante lotta Champions che vede il Milan arrancare. Attenzione, i rossoneri non sono morti e la partita di ieri lo dimostra, ma Gattuso deve vincere a tutti i costi contro la Lazio, per staccare una diretta concorrente e poi sperare che Atalanta e Roma non accelerino nel finale di stagione.

Gattuso dovrà farlo senza Paquetà e qualche altro giocatore, riportando Bakayoko in regia, e sfruttando la freschezza dei giocatori che hanno giocato di meno e che possono portare il Milan in Champions. Siamo certi che i rossoneri possano tranquillamente reggere il peso delle due punte, che forse sarebbe anche il caso di azzardare una difesa a 3 provando a sbarigliare. Un 3-4-3 o 3-5-2 potrebbe coprire meglio il campo e dare maggiori soluzioni a Kessie, Suso e Castillejo. Ci pensi mister, potrebbe essere la carta giusta da giocare, la combinazione finale in grado di ribaltare il tavolo. I complimenti dopo il match di Torino sono doverosi, ma preferiamo essere pratici e brutti, pur di tornare in Champions League. Zaccheroni cambiò modulo nelle ultime sette giornate nel ’99, in una squadra in cui c’era anche un Leonardo a fine carriera. Quella squadra, che non reggeva un 3-4-3 puro, passò al 3-4-1-2, giocandosi la carta Boban. Non abbiamo giocatori di quella fama e classe, ma possiamo comunque provare ad adattarne qualcuno, sperando che la magia riesca ancora. In fondo sognare non costa nulla, e noi, Gattuso lo sappia, restiamo comunque dei sognatori.

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