Di Francesco Montanari

Di Milan-Spal ai tifosi rossoneri rimarrà poco altro negli occhi rispetto al calcio da fermo liftato nel sette di Suso. Nello sguardo dell’ala  destra al momento del suo ingresso nel secondo tempo, un velo di tristezza per la panchina poi spazzato via con l’esultanza per la rete scacciacrisi, segnata sotto la curva.

Troppo poco il gioco prodotto dalla squadra di Pioli contro una Spal ordinata e volenterosa, abituata a leggere correttamente le situazioni e l’andamento della partita. È un Milan diverso, meno timoroso e con più corsa rispetto a quello sceso in campo all’Olimpico contro la Roma. Con gli stessi 1000 errori tecnici però nei passaggi e nelle scelte sbagliate per le soluzioni offensivi. Con Kessie stralunato e Castillejo maratoneta indefesso. Con Hernandez con le pile scariche e le caviglie martoriate dai tacchetti degli avversari. Magari un po’ più cattivo questo Milan – e non guasta-  in certi interventi difensivi.

Più fresco per i diversi cambi effettuati nei titolari, con un po’ più di pepe per la concorrenza che forse ha fatto bene a diversi elementi un po’ seduti in precedenza. Con gli enigmi Paqueta‘ o Calhanoglu e Bennacer, che di ruolo non sono né mezzeali finite, né trequartisti o registi. La porta la vedono poco e di assist calibrati per la punta ne servono ancora meno… Con un modulo da inventare ogni volta quindi, ma quantomeno sottolineiamo che tutti i ragazzi hanno tentato di passarsela la palla, senza egoismi, e di fare imbucate per il volenteroso e poco più Piatek.

Da rimarcare come Pioli stia cercando di guidare i ragazzi in ogni azione, parlando tanto anche nel pre e post partita per entrargli nella testa e sbloccarli. Il suo lavoro è probabilmente l’unico punto fermo in un momento di difficoltà a 360° nel campo dirigenziale del Diavolo. Le facce di Maldini e Boban  seduti in tribuna a mangiarsi le mani sino alla metà del secondo tempo dicono tutto…

Questo dunque basterà per attraversare indenni il mare tempestoso dei prossimi impegni in campionato, tra Napoli, Juventus Lazio e Atalanta? Ne dubitiamo, ma dovremo per questo invitare tutti i tifosi a sostenere incessantemente questi ragazzi che indossano la maglia a strisce rossonere con ancora maggiore forza. Perché una crisi con altre sconfitte  pesanti subite aprirebbe le porte del baratro entro Natale.

 

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