La trattativa per riportare Ibrahimovic in rossonero è finalmente andata a buon fine, ora toccherà a lui dimostrare ancora il suo valore

Di Giuseppe Vitale

C’eravamo lasciati in maniera  brusca e veloce, con uno scudetto perso in maniera maldestra un po’ per colpa nostra, un po’ vittime di palloni che varcavano la linea di porta ,senza trasformarsi in goal effettivi. Periodo strano come il nostro mercato estivo, in un battito di ciglia eravamo rimasti orfani di due colonne portanti che sostenevano la struttura in maniera solida, Ibra-Thiago venivano ceduti al PSG. Come se non bastasse tutto ciò, decisero di smettere i nostri senatori, gli eroi di decenni che avevano conquistato fama e potere in giro per il mondo,  tutto il nostro zoccolo duro decise fondamentalmente di dire basta con il calcio giocato e a noi, non ci restava che piangere.

Quel momento sembra essere stato deciso dal destino, con il Milan che è stato fino ad allora e quello che successivamente sarà dopo. Un disastro che in cuor nostro era annunciato, il diavolo cade in uno strapiombo dove ancora oggi, non riesce a rivedere la luce.

La storia fa il suo maledetto giro, si dice che prima o poi torna a puntare la sua luce  dal predestinato, alle porte del 2020 il diavolo si affida di nuovo a Zlatan Ibrahimovic, come a voler interrompere l’incantesimo che aveva costretto alla mediocrità il Milan, come a voler cambiare il corso degli eventi con una sterzata davvero inaspettata.

Eppure l’asso Svedese non è più quello di un tempo, almeno a livello anagrafico. Nel frattempo ha domato la Ligue 1, indossato la maglia dei Red Eivils  e portato le sue prestazioni oltre oceano, dove in genere si va per chiudere la carriera e sguazzare  tra il verde dei dollari Americani. Ma lui è pur sempre quello stesso Zlatan ,quello orgoglioso e spavaldo che conoscevamo noi, sicuro di vincere anche questa nuova sfida rossonera, dove tutti gli dicono che ormai sia troppo tardi, per il Milan e per lui.

Allora ricordacelo tu caro Zlatan, dove eravamo rimasti, dove avevamo tirato la linea e da dove dobbiamo ricominciare a camminare, perché ti accorgerai che abbiamo bisogno di capirlo, neanche noi siamo più quelli di una volta, troverai tifosi stanchi e segnati, ma ancora appassionati e innamorati, proprio come il primo giorno.

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