L’editoriale di Giuseppe Vitale

DI GIUSEPPE VITALE

Un finale non adatto ai deboli di cuore, il boato   del Meazza al goal finale, é esploso come un grido di sfogo che non trovava sollievo da ottobre tra  le mura amiche. Il Milan poco brillante del primo tempo, con la classica patologia  delle sbandate difensive e sfocature di fraseggio , lascia spazio ad una squadra diversa nella ripresa, con un atteggiamento più arrembante e con un Rebic in veste di trascinatore.  Il meccanismo dei rossoneri cambia radicalmente come già successo a Cagliari,  non c’è solo Ibra a prendere per mano il diavolo questa volta , ma un collettivo più consapevole e voglioso di risultati. Le emozioni nei secondi 45′ sono davvero tante, i friulani attaccano senza paura, Gigio si scrolla di dosso le incertezze macroscopiche dell’inizio gara, Theo ingrana la marcia giusta e gli altri accompagnano la rimonta. Non é tutto perfetto, ma é tutto voluto e cercato fino al triplice fischio. Pioli può contare più frecce al suo arco da scagliare anche a partita in corso, la mentalità fa la differenza sulle prestazione e di conseguenza sui risultati. Vietato fermarsi e cullarsi dolcememente tra le braccia piacevoli   di questa domenica conquistata , scandita da momenti di esaltazione  con il ritmo da batticuore di un popolo sempre presente. Occorre non arrestarsi portandoci dentro queste sensazioni da usare a nostro vantaggio, già al prossimo ostacolo.

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