Dopo un grandissimo primo tempo il Milan viene rimontato nella ripresa, un crollo mentale che sancisce la sconfitta

di Giuseppe Vitale

 

Come nella favola di Cenerentola, arriva lo scoccare della mezzanotte e la carrozza torna ad essere una normalissima zucca, provocando l’impatto di una realtà amara.

Un primo tempo giocato molto bene da tanti punti di vista, dal pressing alto alla disposizione degli uomini  nel rettangolo verde,  un modulo revisionato e interessante,  tante occasioni create e  un risultato tinto di  rossonero. Nella ripresa il Milan non perviene, approcciando in maniera superficiale e crollando psicologicamente in pochissimo tempo.

La palla non si muove più fluida , gli schemi e posizionamenti tattici  si sciolgono, l’Inter con grande consapevolezza e mentalità  la ribalta.  L’immaturità si paga con un conto salato,  l’inesperienza bussa ancora alla porta e ci ricorda che il gruppo é ancora acerbo, nonostante gli sprazzi di sole in una giornata cupa  che a volte regala.

La gestione di un doppio vantaggio che non c’è mai stata  trasforma  il  cigno nel brutto anatroccolo precedente, dove anche le spalle larghe di Ibra, sembrano stringersi e diventare piccole davanti a tanta fragilità. Sopprimere la seconda parte di una partita é difficile, prenderne spunto per il futuro può essere producete, soprattutto se  pensi che Giovedì, hai un altro compito in classe.

Per vincere un derby ci toccherà ancora aspettare, per riscattarci invece, servirà farlo  già alla prossima fermata, perché ci sono i margini per auspicarlo, perché in fondo abbiamo finalmente  capito, che possiamo farlo anche noi.

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